domenica 10 luglio 2016

Dal profilo facebook dei "Finanzieri democratici"

(g.t.) Alcuni link e commenti tratti dal profilo facebook del  Movimento dei Finanzieri democratici, Redazione Movimento:


1) Dal sito trevisotoday.it:
Questo il commento di Redazione Movimento:
«E' giunta l'ora di riformare seriamente questo Corpo, dotandolo di un sindacato e di un organismo di controllo anti corruzione».


2) da youtube, le immagini della manifestazione dei sindacati di Polizia tenutasi il 5 luglio scorso a Roma, contro la soppressione del Corpo Forestale dello Stato e la sua militarizzazione: 

Ufficiali dei gradi apicali: padri, figli e nepotismo?


Risultati immagini per ufficiali guardia di finanza

È molto frequente che, nella Guardia di Finanza, figli di ufficiali, specialmente se di alto grado (parlo dei padri, ovviamente) diventino ufficiali a loro volta, certamente, non ne abbiamo alcun dubbio, per merito esclusivo dei figli stessi. Questa vera e propria tradizione di “allevamento in casa” mi fa ricordare, a volte, qualche episodio originale. Era l’inizio degli anni Settanta (tempi ormai “storici” dunque) e alla sede di Napoli si combatteva la più intensa guerra che si ricordi tra Fiamme Gialle e contrabbandieri sul fronte degli sbarchi di sigarette estere. I contrabbandieri avevano organizzato una flottiglia di oltre cento motoscafi d’altura, velocissimi, con i quali ogni sera trasbordavano, dalle navi madri ferme ai limiti delle acque territoriali, migliaia di casse di tabacchi lavorati esteri in evasione alla legge sui monopoli. Quando scendeva il buio, le cinque o sei "Giulie AR" da inseguimento di cui disponeva la Sezione Mobile Legionale iniziavano la caccia alle centinaia di auto contrabbandiere cariche di casse illegali, con scorribande mozzafiato per i vicoli della città. La mattina successiva, alle sette precise, lo scrivente, che comandava il drappello indagini di quella sezione mobile (cinque o sei sottufficiali in tutto) trovava sul tavolo anche quindici-venti verbali da sviluppare e trasmettere al tribunale. L’arretrato era spaventoso, anche se non preoccupava affatto i superiori in grado, e richiedeva un lavoro intenso che, dalle sette di mattina, si concludeva quasi senza interruzione, non prima delle nove-dieci di sera; senza alcuno straordinario ovviamente. Potrà parere strano oggi, ma allora si lavorava esclusivamente per senso del dovere, del resto mai veramente apprezzato dai superiori. E pazienza!Comandava, allora, la Legione un colonnello, uno dei tanti, il quale aveva un figlio studente che spesso veniva a trovarlo. Il giovane virgulto aveva una forte attrazione per l’attività anticontrabbando svolta dalla Sezione Mobile, per cui chiedeva al padre di salire sulle vetture da inseguimento e di partecipare alla caccia notturna delle sigarette estere sopra descritta, ed il padre glielo consentiva. A questo punto forse qualcuno si sbalordirà: possibile? La cosa era, ed è, vietatissima! Eppure, era così; del resto, non era proprio a Napoli che Eduardo De Filippo scrisse il famoso verso di commedia: «I figli so' piezz 'e core»? Accadeva, così, che il comandante del drappello mobile, un bravo tenente poco dopo congedatosi per assumere un incarico direttivo in un ministero di Roma, era costretto a portare con sé a spasso il ragazzo, rinunciando sostanzialmenteall’inseguimento dei contrabbandieri, che poteva solo coordinare via radio, per non mettere a rischio, ovviamente, l’incolumità del figlio del comandante, che si entusiasmava a quel gioco. Sono cose accadute, anche se nessuno, fin qui, le ha mai dette. Pare, almeno così qualcuno mi dice, che quel giovane è anche lui diventato ufficiale, ma di più non so dire in proposito, e penso che tutto sommato sia meglio così. 

Vincenzo Cerceo

domenica 3 luglio 2016

Guardia di Finanza: il caso del maresciallo Pilo, trasferito per aver fatto il proprio dovere


 
 
Non ho timore alcuno nell'apporre la mia firma a questo commento, perché, come ho sempre fatto quando ero in servizio, anche ora che sono in congedo preferisco parlare chiaro ed in faccia (cioè non alle spalle) e senza i cosiddetti timori reverenziali.
 
Sono venuto casualmente a conoscenza della vicenda del Maresciallo Dimitri Pilo (vedi qui, altro post tratto da questo blog, ndr), non è un iscritto alla nostra associazione così come non lo è mai stato il Generale Umberto Rapetto, entrambi, anche se con gradi diversi, sono delle persone di rara intelligenza, integerrime, oneste, corrette e con spiccato senso del dovere. C’è una similitudine tra i due casi, Rapetto scoprì una maxitruffa che sottraeva allo Stato svariati milioni di euro tramite i cosiddetti videopoker. Pilo, invece, ha scoperto del pericolosissimo e cancerogeno amianto nei pressi di una scuola materna frequentata - come è ovvio che sia - da bambini in tenera età. Per il Maresciallo, così come accadde con il Generale fuori dal coro, non ci sono stati i riconoscimenti che, solitamente, vengono tributati nell'ambito della festa del Corpo a coloro che, invece, hanno partecipato ad operazioni di servizio programmate e sovente di minore importanza. Ci sono stati, invece, dei "disguidi" e delle interpretazioni che hanno fatto apparire il Sottufficiale come una sorta di ribelle, di mina vagante. Improvvisamente - ma qualche alto ufficiale del Corpo potrebbe dire che si è trattato di una coincidenza - tutte le porte si sono chiuse per il Maresciallo Pilo, sono iniziati dei procedimenti nei suoi confronti conclusi con un nulla di fatto, evidentemente solo di lesa maestà si era trattato. Ma ora, come se ciò non bastasse, Pilo è stato trasferito d'autorità in una sede disagiata e lontana dai suoi più cari affetti, senza che vi sia una logica, senza che vi sia una motivazione accettabile. Quella ufficiale è fin troppo stata utilizzata a sproposito - specialmente in passato - nell'ambito del Corpo: "incompatibilità ambientale". Già, anziché trasferire chi ha sbagliato nel valutare il Maresciallo Pilo si preferisce trasferire chi aveva ragione ed aveva visto giusto. In perfetta linea con la coerenza italiana e degli apparati militari.
 
Io mi sono indignato, però mi chiedo se qualcuno al vertice della Guardia di Finanza ha provato, sia pure per un attimo, l'emozione della vergogna. Se la legittima denuncia di Pilo provoca una incompatibilità ambientale, cosa dovremmo dire, allora, del comandante generale che ha un fratello imputato in un importante processo, con indagini condotte dalla Guardia di Finanza?
 
Lorenzo Lorusso – presidente naz. Finanzieri Democratici