martedì 31 maggio 2016

Uranio impoverito, una morte sospetta a Biella

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(g.t.) Dopo la sentenza della Corte d'Appello di Roma che ha giudicato responsabile il ministero della Difesa per 'condotta omissiva colposa' della morte del caporalmaggiore dell'Esercito, Salvatore Vacca, il sito del quotidiano La Stampa parla del caso di un appuntato dei carabinieri di Biella, Alberto Cattani, morto a 45 anni l'8 febbraio scorso, per il quale viene ipotizzato il collegamento causale con l'esposizione all'uranio impoverito durante le missioni svolte dal militare in Kosovo, (per i particolari leggere qui).

Bologna, la Procura chiede il rinvio a giudizio per il generale GdF Minervini

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(g.t.) Dal sito de Il Fatto Quotidiano, giunge la notizia della richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura della Repubblica di Bologna per il generale di corpo d'armata della Guardia di Finanza, Domenico Minervini, ipotesi di reato: 'induzione indebita a dare o promettere utilità', i particolari qui.

Dal profilo facebook del Movimento dei Finanzieri democratici (Redazione Movimento), riporto queste righe di commento:  

"CHIEDIAMO UNA DRASTICA RIDUZIONE DEI GENERALI (IN ITALIA, RISPETTO ALLA POPOLAZIONE, CE NE SONO DI PIU' CHE NEGLI USA) E LA PUBBLICAZIONE DEI LORO REDDITI, TUTTI GLI ANNI, COSI' COME AVVIENE PER TUTTI GLI AMMINISTRATORI PUBBLICI."

sabato 28 maggio 2016

Polizia in stato di agitazione

Sarebbe in atto una feroce repressione da parte dei vertici
Solidarietà da parte dei Finanzieri Democratici


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 Sono tornati i tempi bui per la Polizia di Stato e, più in generale, per tutte le Forze di Polizia.
 
Che al governo Renzi non piacessero le critiche è cosa risaputa, basti vedere cosa è successo alle trasmissioni televisive Ballarò e Virus (sospese proprio nel periodo elettorale), forse perché poco allineate con la politica del premier, ma che anche i sindacalisti della Polizia di Stato potessero rappresentare un pericolo per il governo Renzi-Alfano questo proprio non ce lo saremmo aspettati.
 
Gianni Tonelli, ispettore della Polizia di Stato, laureato in giurisprudenza, membro del Sindacato Autonomo (SAP), sta ponendo in essere uno sciopero della fame ad oltranza. A denunciarlo pubblicamente è stato il mensile Polizia e Democrazia, fondato da Franco Fedeli, uno dei maggiori fautori della smilitarizzazione e della sindacalizzazione della Polizia. Com’è noto, nel 1981, il disciolto Corpo della Pubblica Sicurezza divenne l’attuale Polizia di Stato, dopo anni di lotte e di feroci repressioni. A farne le spese – di queste rappresaglie –  furono, all’epoca delle rivolte pacifiche dei poliziotti, il capitano Salvatore Margherito e centinaia di altri funzionari ed agenti, perseguitati tramite codici militari e regolamenti preistorici, gli stessi che sono rimasti ancora in vigore per la Guardia di Finanza e l’Arma dei Carabinieri. A sostenere con correttezza, serietà, convinzione, fedeltà e spirito di sacrificio, la riforma della Polizia furono i Radicali Italiani di Marco Pannella (che ricordiamo con affetto e stima) ed il compianto Franco Fedeli, che mise a disposizione il suo giornale per chi volesse scrivere liberamente, senza le censure della stampa controllata dai partiti. Ma torniamo a Tonelli, al quale la segreteria nazionale del Movimento dei Finanzieri Democratici ha espresso solidarietà e vicinanza. Nell’ambito dell’intervista rilasciata a Leandro Abeille – redattore del mensile Polizia e Democrazia – Tonelli dice: «In Italia stiamo vivendo due emergenze, la prima è lo stato di sfascio logistico ed infrastrutturale della mia amministrazione, la Polizia di Stato; il secondo, una repressione del dissenso senza precedenti dal dopoguerra».  E qui, il richiamo al governo Renzi ed agli attuali vertici della Polizia è esplicito, anche in considerazione del fatto che sono stati proprio recentissimamente nominati dallo stesso ex sindaco di Firenze. Secondo quanto afferma Tonelli nell’intervista – e non abbiamo motivo di dubitare delle sue dichiarazioni – un suo collaboratore sarebbe stato sospeso dal servizio per avere esibito, durante una trasmissione televisiva, equipaggiamenti, dati in dotazione a lui ed ai suoi colleghi, non idonei. Lo stesso Tonelli è stato bersaglio dei suoi superiori gerarchici, per avere indossato una maglietta che sembrava della Polizia durante la nota trasmissione televisiva di Rai Tre, “In mezz’ora” di Lucia Annunziata. Il sindacalista del SAP, che parla anche per tutelare la salute dei suoi colleghi, correttamente afferma che i giubbetti anti proiettile maggiormente utilizzati dalla Polizia di Stato non reggerebbero di fronte a dei colpi di Kalashnikov. A cosa servono, allora, gli F35 pagati miliardi di euro se poi lo Stato non è in grado di dotare la Polizia di strumenti di difesa passiva? Insomma, sembra di essere ritornati all’epoca dell’oscurantismo e del proibizionismo, laddove sono le idee a fare paura, un fenomeno ben noto anche ai Finanzieri Democratici, vessati e perseguitati quando chiedevano legittimamente e pacificamente la smilitarizzazione e la sindacalizzazione della Guardia di Finanza. Denunce – quelle poste in essere – che poi cadevano nel nulla per evidente carenza di presupposti giuridici di penale rilevanza, qualche spericolato colonnello e generale inondava di querele e segnalazioni le procure ordinarie e militari, intasandole e facendo anche delle pessime figuracce, dimostrando di non conoscere i codici e le leggi in vigore. Regolamenti di disciplina militare applicati in maniera disinvolta, pedissequa, e con due metri e due misure: indifferenza nei confronti della corruzione che stava sotto gli occhi di tutti, sanzioni pesanti per chi era fuori dal coro e chiedeva legittimamente dei diritti. Erano i tempi in cui a capo del dicastero delle Finanze sedeva il ministro Vincenzo Visco, lo stesso che non aveva notato, negli scantinati del suo dicastero, – così come filmato e documentato dalle Iene – i mercatini allestiti quasi sempre da abusivi e da ambulanti che non rilasciavano neppure lo scontrino fiscale.
 
Lorenzo Lorusso – presidente dei Finanzieri Democratici

martedì 24 maggio 2016

Morte per uranio impoverito, la Corte d'Appello di Roma condanna il ministero della Difesa

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Salvatore Vacca era un caporalmaggiore dell'Esercito, morto a 23 anni per una leucemia contratta a seguito dell'esposizione a munizioni all'uranio impoverito, durante una missione militare in Bosnia tra il 1998 e il 1999. La Corte d'Appello di Roma, confermando la sentenza di primo grado, ha condannato il ministero della Difesa al pagamento di un somma di circa un milione e mezzo di euro, per "condotta omissiva di natura colposa", in quanto non avrebbe "pianificato e valutato bene gli elementi di rischio". La sentenza assume particolare importanza, anche perché riconosce il nesso di causalità tra la zona in cui operava il contingente italiano in Bosnia e l'insorgenza della malattia.

Per i particolari, cliccare qui, dal sito de La Stampa.   

Gaetano Toro

sabato 21 maggio 2016

Pannella, fare politica senza rincorrere il potere


 

Egocentrico è forse il termine che meglio sintetizzava i difetti di Marco Pannella, dal quale discendevano la sua intrattabilità, la sua logorrea. La sua conduzione accentratrice del movimento radicale negli anni - creando e defenestrando segretari in serie - , la proprietà personale del simbolo e della radio, la prima lista elettorale intestata ad un uomo politico, il suo ('Lista Pannella'), che messi in fila ci descrivono, in piena Prima Repubblica, il primo partito 'personale'.  Ma Pannella è stato anche, e direi, soprattutto, l'uomo politico che si è battuto per un Paese più libero: leggi come quella sul divorzio e sull'aborto sarebbero state impensabili senza il suo apporto; il suo impegno nella campagna per la moratoria della pena di morte nel mondo, per il rispetto della Costituzione nel trattamento dei detenuti italiani, contro lo sterminio per fame, testimoniano un uomo connesso con l'umanità delle persone, quella che dovrebbe essere la missione di chi sceglie di fare politica. É stato un non credente aperto, anzi, curioso della religiosità - come testimoniano i suoi rapporti con due papi, Wojtyla e Bergoglio, toccante la sua lettera a papa Francesco. E più in generale, di Pannella ci rimane l'originalità di un modo di fare politica senza rincorrere posizioni di potere, di chi cerca di incidere nella società anche stando fuori dal Parlamento, o fuori dalle maggioranze di governo, anche quando gli venne proposto. Forse da qui derivava la sua assoluta libertà di pensiero e di movimento, la sua indipendenza da ogni consorteria: paradigmatica la sua coerenza nella proposta di smilitarizzazione della Guardia di Finanza, tre successive raccolte di firme per un referendum abrogativo e tutte e tre non ammesse dalla Corte Costituzionale, non senza polemiche. Mancheranno i suoi incotri/scontri con l'ex direttore di Radio Radicale, Massimo Bordin, uno dei pochi radicali che osava contraddirlo, ma che facendo così permetteva di esaltarne il pensiero.

Gaetano Toro

A Marco Pannella, uno di noi


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Pannella ci ha lasciato per raggiungere il cielo dei “Giusti”

É stato il paladino delle libertà civili, della democrazia diretta.

E’ stato vicino al Movimento dei Finanzieri Democratici perché la sua idea di libertà e rinnovamento delle istituzioni in senso democratico del nostro paese non poteva ignorare il nostro Movimento tanto da mobilitare l'opinione pubblica nella raccolta delle firme per il referendum per la smilitarizzazione della Guardia di Finanza al pari della smilitarizzazione della Pubblica Sicurezza.

Purtroppo siamo in uno Stato che trova ogni mezzo per ostacolare certi progressi democratici.

É ormai noto da tempo che all’epoca dei referendum, gli alti comandi della G.di F. si rivolsero all’allora presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro perché intervenisse presso la Corte Costituzionale per far dichiarare non proponibile questo referendum che avrebbe privato il Corpo delle stellette, del suo status militare e dei conseguenti privilegi delle caste militari.

Già nel passato i vertici del Corpo si erano mobilitati e fatte le dovute pressioni quando nel 1972 si preparava la riforma del sistema fiscale italiano che introduceva l’IVA.

Ricordo personalmente e vivamente la preoccupazione dei vertici nel vedersi escludere dalle verifiche fiscali, in quanto la riforma voleva assegnare le verifiche in materia di IVA ed Imposte dirette esclusivamente ai funzionari civili del ministero delle Finanze.

Tutti gli ufficiali si mobilitarono facendo pressioni presso le commissioni parlamentari di Montecitorio affichè la riforma confermasse la presenza della G.di F. nella lotta all’evasione fiscale.

Ritornando alla scomparsa di Pannella, devo ricordare il mio rapporto personale con un uomo di una sensibilità democratica insostituibile.

Ci aprì sempre le porte nei congressi radicali affinchè la nostra voce avesse l’eco dovuta perché le battaglie che portavamo avanti erano e sono un dovere civico.

La libertà di pensiero, di democrazia, di presenza sindacale nelle istituzioni non può essere soffocata dalla presenza assurda e superata di stellette, divise ed altro che ci riportano all’800.

Ci siamo liberati del fascismo, delle ossessioni di parate e gerarchie militari irresponsabili che ci portarono al disastro della guerra.

La nostra Costituzione è fondata sulla libertà di pensiero, sulla presenza di partiti, di sindacati che devono regolare ed assicurare la vita democratica dei cittadini.

A nessuno possono essere negate queste aspirazioni qualunque funzione esercitino.

Pannella aveva questa sensibilità e per questo era vicino a noi Finanzieri Democratici.

La sua scomparsa non deve farci venir meno in questa battaglia democratica anche se siamo consapevoli delle difficoltà quotidiane poste in essere dai poteri così detti forti e che quotidianamente affrontiamo con umiltà e testardaggine.

Noi non demorderemo anche per onorare la memoria in un uomo come Pannella, uno degli ultimi “Giusti” che abbiamo amato e che dobbiamo onorare.

Dovunque tu sia, caro Marco, sappi che noi ci batteremo per questi ideali, per una Italia che realizzi profondamente e sentitamente questa Costituzione, nata dalla lotta di popolo contro quelle forze che avrebbero voluto soffocare le libertà fondamentali.

Ciao caro Marco da parte di noi finanzieri democratici.


Dott.Carmine Buffone

Già Cap.O.A. in spe della G.di F.congedatosi per amore della libertà di pensiero

Ex vice direttore delle Dogane

Ex funzionario direttivo delle II.DD:

La battaglia di Pannella per una GdF smilitarizzata

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(g.t.) Sulla scomparsa di Marco Pannella, dal profilo facebook del Movimento dei Finanzieri Democratici, Redazione Movimento:

«Omaggio a Marco Pannella, grande leader, grande uomo, pacifista e stoico paladino dei diritti civili.
 
Uno dei pochissimi esponenti politici che sapeva vedere lontano, fedele fautore della smilitarizzazione della Guardia di Finanza. Aveva creduto, sin dagli inizi degli anni settanta in questo progetto, in questo obiettivo che molti suoi colleghi di altri schieramenti, incapaci e poco lungimiranti, hanno ostacolato.
 
Si è spento uno dei veri politici italiani, combattente di razza, onesto e leale.»

giovedì 12 maggio 2016

Pescara: arrestato funzionario dell'Agenzia delle Entrate per corruzione

(g.t.) Dal sito golfotv.it, la notizia dell'arresto per corruzione, a Pescara, di un funzionario dell'Agenzia delle Entrate dell'Abruzzo e di un commercialista di Formia, qui.

domenica 8 maggio 2016

Guardia di Finanza: i retroscena della nomina del generale Toschi

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(g.t.) Sulla nomina del generale Toschi a nuovo comandante generale della Guardia di Finanza, riporto aluni post e link pubblicati il 6 maggio sul profilo facebook del Movimento dei finanzieri democratici, Redazione Movimento:

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QUESTO ERA IL PROLOGO:

Telefonate, sms e riunioni segrete. La guerra per i vertici della Finanza - Corriere.it

QUESTO, INVECE, L'EPILOGO:. 


NONOSTANTE SUO FRATELLO ANDREA RISULTA COINVOLTO IN UNA VICENDA GIUDIZIARIA CHE NON SI E' ANCORA CONCLUSA ED IL CONVINTO "NO" ALLA NOMINA DEL MINISTRO PADOAN (CHE AVEVA INDICATO PER LA SUCCESSIONE DI CAPOLUPO IL GENERALE CARTA), GIORGIO TOSCHI E' STATO NOMINATO A CAPO DELLA GUARDIA DI FINANZA. 
FIN QUI LA CRONACA. 
OGNI, EVENTUALE, COMMENTO LO LASCIAMO AI NOSTRI 1.751 LETTORI CHE SEGUONO QUESTO PROFILO.

E QUESTO: 


E' QUANTO SCRIVE IL QUOTIDIANO "IL FATTO QUOTIDIANO".
NOI NON COMMENTIAMO, C'E' POCO DA COMMENTARE.

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giovedì 5 maggio 2016

L'Espresso: i cappellani militari costano 20 milioni l'anno

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Un articolo pubblicato dal settimanale "L'Espresso" a firma di Paolo Fantauzzi, riporta all'attenzione il caso dei cappellani militari cattolici, un "esercito" di poco più di 200 unità tra le tre Forze Armate, i Carabinieri e la Guardia di Finanza, che tra stipendi e pensioni grava sul bilancio dello Stato con una cifra che si aggira intorno ai 20 milioni di euro. Le ragioni di tale esborso sono legate principalmente all'inquadramento dei cappellani, per una legge del 1961, nella categoria degli ufficiali, fino al grado di generale di corpo d'armata riservato al vescovo militare. La questione si intreccia anche con il rispetto del principio di laicità dello Stato e dei diversi modi di credere e di non credere delle persone che portano le stellette. Inoltre, anche da un punto di vista interno alla Chiesa cattolica, l'auspicio di papa Francesco di una "Chiesa povera e per i poveri " mal si concilia (a dir poco) con preti cattolici destinatari di stipendi e pensioni d'oro. L'articolo de L'Espresso rivela che da qualche mese è al lavoro una commissione bilaterale Italia-Santa Sede per la riforma del settore, anche se le indiscrezioni filtrate finora non lasciano presagire grandi sconvolgimenti. 

Per leggere l'articolo citato, cliccare qui.

Gaetano Toro 

domenica 1 maggio 2016

Guardia di Finanza: il generale Toschi nuovo comandante generale

 

Rinnovati anche altri vertici militari. I sostituiti ricopriranno certamente altri incarichi, sommando stipendi a laute pensioni


Alcuni mesi fa avevamo scritto, su alcuni organi di stampa, che i giochi erano già stati fatti per quanto concerneva le nomine del comandante della Guardia di Finanza e del capo della Polizia. Profezia? No, canali informativi autorevoli ed attendibili. Avevamo, infatti, indicato, quale comandante delle Fiamme Gialle in pectore, il generale Giorgio Toschi (nella foto), abruzzese, che oggi è andato a sostituire il suo collega Saverio Capolupo (che andrà in pensione il prossimo 24 maggio ma al quale è stato riservato un altro incarico). 

Non ci siamo limitati alla Guardia di Finanza - laddove qualcuno avrebbe potuto alludere alle cosiddette voci di corridoio - ma abbiamo indicato anche Franco Gabrielli a capo della Polizia di Stato e Mario Parente all'AISI. Ora si apprende che anche l'ammiraglio De Giorgi, finito nell'inchiesta di Potenza sul petrolio, è stato sostituito dal suo pari grado Valter Girardelli, tra l'imbarazzo del Governo e le pesanti critiche giornalistiche che erano piovute negli ultimi giorni su De Giorgi.  

Nessuna rivoluzione, dunque, niente di nuovo sotto il sole, tutto sommato si tratta solo di uno spostamento di poltrone del tutto soft ed indolore, il Governo vuole tenersi buoni tutti in vista delle imminenti elezioni. Anche quelli che andranno in pensione (come è già successo in passato) avranno altri incarichi, sommeranno altri stipendi alle già cospicue pensioni, in un Paese che fa tanta fatica ad andare avanti, con una povertà totale che investe circa 8 milioni di italiani ed una parziale che riguarda almeno altri 5 milioni di connazionali. In uno Stato in cui per diventare ministro bisogna essere presidente - o parente di qualche presidente - di un istituto bancario oppure sedere in qualche consiglio di amministrazione di importanti società, tutto passa sopra le ignare teste della gente. Più che rabbia, purtroppo, c'è molta rassegnazione, le cose continuano ad andare come sono sempre andate, cioè male. 

Lorenzo Lorusso