giovedì 28 aprile 2016

Falsi finanzieri a Trieste

(g.t.) Un'indagine della Squadra Mobile di Trieste ha portato all'arresto di tre persone che, fingendosi finanzieri, avrebbero messo a segno una serie di rapine, qui dal sito del quotidiano Il Piccolo.

Sul caso del colonnello suicida qualche settimana fa a Roma

(g.t.) Sul caso del colonnello della GdF morto suicida qualche settimana fa (qui), segnalo un articolo dal sito de "Il  Messaggero" (qui). 

lunedì 25 aprile 2016

Messina: finanziere condannato per controlli fiscali "pilotati"

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(g.t.) Un finanziere è stato condannato dal gup del Tribunale di Messina a tre anni di reclsuione e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici, a seguito di indagini della Procura della Repubblica su controlli fiscali "pilotati". I particolari dal sito de La Gazzetta del Sud, qui.

sabato 23 aprile 2016

Tempi biblici della P.A.: il Tar Liguria sanziona il Ministero della Difesa

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(g.t.) Il Tar della Liguria ha condannato il Ministero della Difesa al pagamento di una penale di 20 euro per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione di una sentenza dello stesso Tar, riguardante una richiesta di riconoscimento di "causa di servizio".

I particolari nell'articolo tratto dal sito Gr.Net.it, qui.

mercoledì 20 aprile 2016

La convivenza è una "condotta non esemplare", promozione negata ad un carabiniere

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Sembra una notizia in pieno stile Italia anni cinquanta, quella del sito del Corriere della Sera che ha reso nota una sentenza del Tar del Lazio: un sottufficiale dei carabinieri di Bologna ha visto negata la sua promozione poiché ha convissuto, senza sposarsi, con una donna per diversi anni. La promozione del carabiniere, secondo i giudici amministrativi, avrebbe potuto «indurre la cittadinanza a ritenere premiato un militare dalla condotta non esemplare». Nel leggere questa notizia si rimane davvero senza parole, e non è solo un modo di dire: anni di evoluzione del costume, una società sempre più secolarizzata, l'imminente approvazione in Parlamento (tra l'altro, in colpevole ritardo rispetto ad altri Paesi europei) di una legge sulle coppie di fatto etero e omosessuali, sembrano fenomeni non conosciuti, o meglio, non vissuti, dai giudici che hanno emesso questa sentenza, e l'immagine è quella di persone chiuse in stanze in cui si respira un'aria stantia, con le finestre lasciate chiuse da diversi decenni.  

Qui, per leggere l'articolo tratto dal sito Corriere.it

Gaetano Toro 

martedì 19 aprile 2016

Indennità di trasferimento, Gdf: il Tar del Friuli Venezia Giulia condanna il Ministero dell'Economia

(g.t.) Dal profilo facebook del Movimento dei Finanzieri Democratici, Redazione Movimento, riporto il post della segreteria nazionale del Mfd a commento della notizia apparsa sul quotidiano Il Gazzettino del 15 aprile 2016 "Finanzieri trasferiti: condannato il Ministero": 




«Non è il primo ricorso al Tar che dei finanzieri di Trieste sono costretti ad effettuare per vedere applicati dei diritti garantiti da una specifica legge. Evidentemente la Guardia di Finanza vuole risparmiare sui gradi più bassi cercando introvabili peli nell'uovo, mentre, quando si tratta di alti ufficiali che si spostano nell'ambito di comuni limitrofi, per più volte nell'ambito della loro carriera, nessuno obietta qualcosa, guarda caso tutto fila liscio.

Prima di questo caso c'era stato quello relativo ad un sottufficiale, sempre della Guardia di Finanza, che aveva lecitamente chiesto di ottenere l'indennità di trasferimento per essere stato movimentato d'autorità da prosecco a Fernetti. Il comando triestino della Guardia di Finanza obiettò che la distanza chilometrica fosse inferiore ai 10 chilometri sebbene l'Aci (automobil club italia dicesse tutt'altro). Orbene, non contenti della sconfitta al tar del Friuli Venezia Giulia, un ufficiale triestino ricorse al consiglio di stato (tanto avrebbe pagato lo stato e non lui), ebbene, la guardia di finanza perse anche al Consiglio di Stato.

Ora ci piacerebbe che la corte dei conti indagasse su questi episodi ed eventualmente facesse pagare l'ufficiale che ha firmato la richiesta di ricorso contro i finanzieri.»

La segreteria nazionale del Movimento dei Finanzieri Democratici. 

lunedì 18 aprile 2016

Amianto e amnesie dello Stato

(g.t.) Dal profilo facebook del Movimento dei Finanzieri Democratici, Redazione Movimento, segnalo un post contenente il video di una risposta (11 settembre 2015) ad un'interrogazione parlamentare presentata dal vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (Movimento 5 Stelle) sul tema delle morti per amianto tra i militari (qui il video tratto da youtube).

Di seguito il commento al video:

"La legge che metteva al bando l'amianto è del 1992, ma poco, quasi nulla, e' stato fatto da allora. anzi, come si evince dall'interrogazione, l'Italia continua ad importare amianto ed a non risarcire le vittime."

mercoledì 13 aprile 2016

Una sola polizia e tagli alla spesa militare, ciò che manca nel Def del governo Renzi

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(g.t.) Dal profilo facebook del Movimento dei Finanzieri Democratici, Redazione Movimento (qui), riporto due link al sito quifinanza.it e due commenti sul tema della revisione della spesa pubblica e del sollievo per le casse dello Stato che deriverebbe, tra le altre cose, dalla unificazione delle Forze di polizia, dai tagli alla spesa militare e alle erogazioni alla Chiesa cattolica:

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 Def: niente spending review, spesa pubblica +22 mld in 4 anni | QuiFinanza

Quello che non vogliono vedere Renzi ed il suo governo sono i tagli che si sarebbero potuti fare alla difesa e con l'accorpamento dei 5 Corpi di polizia, mediante una drastica riduzione della dirigenza e dei benefit di chi rimarrebbe in servizio.
Si recupererebbero ben 10 miliardi all'anno di tagli non strutturali.

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http://quifinanza.it/…/spending-review-per-tutti-ma-n…/3406/ 


Con i 6 miliardi regalati al Vaticano ed i 10 miliardi regalati per benefit ed acquisti alla difesa ed ai 5 Corpi di polizia, si potevano aumentare le pensioni ed evitare gli odiosi tagli alla sanità.

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martedì 12 aprile 2016

Roma: colonnello della Guardia di Finanza si suicida

 colonnello

(g.t.) Dal profilo facebook del Movimento dei Finanzieri democratici - Redazione Movimento, riporto il link alla notizia del suicidio di un ufficiale della Guardia di Finanza (qui dal sito romapost.it) ed un commento:


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Il dramma dei suicidi nella Guardia di Finanza: sono decine solo negli ultimi anni, un fenomeno in crescita a giudicare dai numeri. 
Il problema fu sollevato, alcuni anni fa, persino da un ex comandante generale del Corpo.
I vertici delle Fiamme Gialle e gli inquirenti attribuiscono spesso questi gesti estremi a ragioni familiari, ma, a volte, questi atti riflettono un profondo malessere all'interno del corpo: mancate progressioni di carriera, trasferimenti in sedi disagiate e non gradite, pratiche disciplinari stressanti, aperte per motivi futili, che poi, generalmente, si concludono con un nulla di fatto; valutazioni caratteristiche sovente contestate perche' viziate da pregiudizi, numerosi sono i contenziosi tra dipendenti e vertici del corpo, i ricorsi al tar sono varie decine solo negli ultimi anni.
A volte i problemi familiari, che secondo i vertici del Corpo potrebbero avere alimentato l'insano gesto, sorgono proprio a causa di un trasferimento inopportuno ed inaspettato, non gradito, che scombussola la vita di una intera famiglia.

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sabato 9 aprile 2016

Tentazioni petrolifere - minata la credibilità del governo Renzi

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In passato altri scandali coinvolsero petrolieri, politici e militari

Il petrolio della Basilicata ha infiammato improvvisamente il panorama politico italiano, infliggendo, comunque vada a finire la vicenda, un colpo decisivo alla credibilità del governo Renzi, che, ora più che mai, si riconferma, nella più piena tradizione italiana, come struttura molto, ma molto, sensibile ad interessi specifici di centri di potere che nulla hanno a che vedere con la rappresentatività democratica; ma, a parte ciò, una considerazione non possiamo astenerci dal fare: il petrolio, nella vita politica italiana, è davvero altamente e periodicamente inquinante. 

Proviamo a tracciare, per sommi capi, una mappa del malcostume petrolifero durante gli ultimi decenni della storia nazionale.

Fu all’inizio degli anni Settanta, cioè circa cinquant’anni fa, che, a Genova, una iniziativa giudiziaria destò grande clamore mediatico. Era, quello, il periodo in cui i paesi produttori di petrolio, con in testa l’allora scià di Persia, decisero di aumentare, e di molto, i prezzi sul mercato internazionale del petrolio greggio, che, fino quel punto, era stato sempre svenduto a pochi centesimi di dollari al barile. Ciò, naturalmente, ebbe forti ripercussioni sulle economie dei paesi consumatori.

In Italia, in particolare, si avviò una corsa al rialzo dei prezzi dei carburanti, che i petrolieri richiesero, ed ottennero, documentando i maggiori costi da loro asseritamente sostenuti per gli aumenti di prezzo che il “crude oil” aveva avuto sul mercato internazionale. Poiché però nell’arco di pochi mesi tali aumenti si succedevano a raffica, quattro pretori genovesi vollero vederci più chiaro ed inviarono la Guardia di Finanza ad effettuare una perquisizione presso la sede dell’associazione dei petrolieri cittadina. L’effetto fu clamoroso: colti di sorpresa, i petrolieri, che si consideravano inattaccabili, dovettero consegnare tutti i documenti interni da cui risultò che i dati in base ai quali quegli industriali avevano chiesto ed ottenuto gli aumenti suddetti erano tutti gonfiati ad arte e, pertanto, trattavasi di una gigantesca frode, avallata dalle leggi approvate sulla pelle dei consumatori. C’erano anche, ovviamente, finanziamenti ai partiti politici, ma allora queste specifiche indagini avevano difficoltà ad andare avanti. Finì, dunque, la cuccagna dei petrolieri, che smisero, almeno al momento, di ottenere aumenti a raffica, ma le alte gerarchie del Corpo pensarono bene di occuparsi anche di quegli ufficiali che avevano svolto le indagini agli ordini dei pretori. Per premiarli? Naturalmente no: per trasferirli in sedi a loro non gradite, e tale rimase il provvedimento, anche se i pretori presero le difese dei trasferiti. Come dire: perché quegli ufficiali non avevano riservatamente avvertito chi di dovere sulla delicatezza della cosa? Se a qualcuno quanto sopra parrà strano non avrà da fare altro che andare a rileggere le cronache giornalistiche di quel tempo.

Passata quella vicenda, nelle cronache giudiziarie italiane bisognerà attendere alcuni anni per assistere ad un’altra esplosione petrolifera; fu quando l’allora comandante generale del Corpo, ed il suo capo di stato maggiore, decisero, dentro il comando generale di via Sicilia, di creare una vera e propria associazione, simile a quella per delinquere, finalizzata al contrabbando di olii minerali, con certificati H TER 16 falsi ed ampie compromissioni di appartenenti al Corpo, di ogni grado, ai fini di favorire la vicenda. Andò male perché un ufficiale dell’epoca, e vogliamo fare il nome, il tenente colonnello Vitali, si rifiutò di essere complice e provocò l’esplodere dello scandalo, che fu di dimensioni gigantesche, ma che alla fine fu contenuto, dato che parte di quei soldi truffati all’erario andavano a finanziare partiti politici allora dominanti.

Ora, è dunque la terza volta che il petrolio irrompe sulla scena politica ed istituzionale italiana, e questa volta non è la Guardia di Finanza ad essere protagonista in negativo, ma, pare, la Marina Militare. Vedremo come andrà a finire. Come diceva uno che di inchieste penali se ne intendeva, e cioè Vito Ciancimino, le inchieste non bisogna vedere come si aprono ma come si chiudono.

Vincenzo Cerceo

giovedì 7 aprile 2016

Amianto e salute in Sardegna: se ne parlerà sabato 9 aprile a Bolotana (Nuoro)

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(g.t.) Pubblichiamo di seguito un comunicato stampa pervenutoci da AIEA (Associazione italiana esposti amianto) Sardegna onlus e Medicina Democratica, relativo ad un convegno sul tema amianto che si terrà sabato 9 aprile a Bolotana (Nuoro) (segnalazione di Lorenzo Lorusso):

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COMUNICATO STAMPA
 
Amianto e dintorni: quali tutele per la salute e quali proposte per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti all'amianto nelle industrie chimiche sarde, da Ottana ad Assemini, e non solo?
 
Di questo si parlerà a Bolotana, sabato 9 aprile 2016, dalle ore 9 all'Aula Consiliare del Comune in una giornata di studio e approfondimento promossa da AIEA Sardegna ONLUS e Medicina Democratica, con la partecipazione di medici ed esperti fra cui Roberto Cherchi, Responsabile di Chirurgia Toracica dell'Azienda Ospedaliera Brotzu e Mario Budroni, già responsabile del Registro Tumori di Sassari. Sarà infatti questa l'occasione, in particolare, per la presentazione di proposte per la diagnosi precoce del mesotelioma pleurico, un tumore nefasto, causato esclusivamente dalla esposizione alle polveri di amianto. Il convegno, dopo i saluti del sindaco di Bolotana Francesco Manconi, sarà aperto da Sabina Contu, presidente di AIEA Sardegna, sarà coordinato da Francesco Carta, Presidente Regionale di Medicina Democratica e concluso da Mario Murgia, vicepresidente nazionale di AIEA.

Gli eventi di queste ultime settimane hanno mostrato l'entità di una problematica, che per troppo tempo si è cercato di minimizzare e/o nascondere: quello della presenza di amianto nelle industrie sarde, anche dopo la messa al bando della temibile sostanza con la legge 257 del 1992, e quello del moltiplicarsi di decessi e gravi patologie causate dalla esposizione alle micidiali fibre.

Infatti, dopo il “caso Ottana”, su cui è in corso una indagine della Magistratura e un'inchiesta della Commissione Infortuni del Senato, adesso è la volta dei lavoratori ex Enichem/ Rumianca di Assemini, fra cui stanno emergendo numerosi casi di patologie e decessi provocati dall'amianto: anche qui, come denunciato dal vicepresidente nazionale AIEA Mario Murgia in audizione in Senato, sono stati negati i diritti previdenziali e sanitari previsti dalla legge, con analoghi meccanismi da parte delle istituzioni preposte, quali l'INAIL.

“ Sono già in corso da tempo- ha detto Sabina Contu, presidente di AIEA Sardegna- numerose azioni per il riconoscimento dei diritti previdenziali per i lavoratori di Assemini: siamo riusciti, dopo anni di battaglie ad ottenerne uno, in via giudiziaria, dopo 10 anni di defatiganti corsi e ricorsi, un caso che ha fatto “storia”, mentre altri li abbiamo attenuti in via amministrativa.
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Vogliamo far uscire questi lavoratori da una condizione assurda di solitudine e di abbandono: il quadro che abbiamo di fronte è del tutto simile a quello di Ottana: anche su Assemini, infatti abbiamo presentato nello scorso novembre un esposto-denuncia alla Procura di Cagliari, e attendiamo fiduciosi l'evolversi della situazione. Vogliamo porre fine alle morti bianche dimenticate, vogliamo che ogni lavoratore non si senta più solo a combattere questa battaglia per la salute e per la vita. Il cammino è ancora lungo ma all’orizzonte si intravede un futuro meno incerto dal punto di vista dei diritti e della giustizia”.

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domenica 3 aprile 2016

Il generale GdF Cretella Lombardo condannato a otto mesi per corruzione

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(g.t.) Riporto di seguito la notizia Ansa riguardante la condanna in primo grado del generale della Guardia di Finanza, Walter Cretella Lombardo, per l'accusa di corruzione:

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(ANSA) - ROMA, 01 APR - Per l'accusa di corruzione, il generale di divisione della Guardia di Finanza, Walter Lombardo Cretella, è stato condannato a Roma a 8 mesi di reclusione. La sentenza è stata emessa dalla VIII sezione del tribunale capitolino, presieduta da Marcello Liotta, che ha condannato l'ufficiale anche a un anno di interdizione dai pubblici uffici.
 
Secondo l'accusa, Cretella avrebbe ottenuto da un giudice del Consiglio di Stato (già condannato in abbreviato), tra il dicembre 2012 e il gennaio 2013, una serie d'informazioni relative a un procedimento disciplinare che poteva costargli l'avanzamento di carriera e su un contenzioso amministrativo. In cambio delle notizie, l'ufficiale si sarebbe mosso con i colleghi della Gdf di Bergamo in favore della figlia del magistrato, anche lei ufficiale della finanza, per avanzare di carriera.

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(qui dal sito dell'Ansa

Per comprendere meglio la vicenda, segnalo un articolo tratto dal sito del Corriere della Sera del 26 gennaio 2015, a firma di Fulvio Fiano, qui

Come si legge nell'articolo del Corriere della Sera sopra "linkato", è emerso, tra l'altro, che tra i protagonisti del caso vi era un magistrato del Tar, la dr.ssa Brunella Bruno, con un passato di ufficiale della Guardia di Finanza. Nella stessa sentenza che ha visto condannato il generale Cretella Lombardo, la dr.ssa Bruno è stata assolta dall'imputazione di rivelazione di segreto d'ufficio (qui dal sito di Asca news)

In proposito, riporto di seguito il commento apparso sul profilo facebook del Movimento dei finanzieri democratici (qui);
 
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IN TEMA DI CONFLITTO DI INTERESSE NON SI E' MAI FATTO CENNO A QUELLO CHE SORGE, A QUANTO PARE NON RARAMENTE, TRA CHI HA FATTO PARTE DEI RUOLI DELLA GUARDIA DI FINANZA E CHE POI TRANSITA (VIENE NOMINATO), COME MEMBRO, NEL CONSIGLIO DI STATO.
SECONDO NOI CHI HA FATTO PARTE DELLA DIRIGENZA DI UNA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA (NELLA FATTISPECIE LA GUARDIA DI FINANZA) NON DOVREBBE PIU' POTERE ACCEDERE A NESSUN ALTRA CARICA PUBBLICA. CIO' SERVIREBBE ANCHE COME GARANZIA DI IMPARZIALITA' PER QUEI DIPENDENTI DEL CORPO CHE DOVESSERO ADIRE A TALE ORGANO "D'APPELLO".

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venerdì 1 aprile 2016

Che cosa si poteva leggere su "Il Finanziere" nel 1939

Il 6 febbraio 1939 su «Il Finanziere», organo ufficiale della Guardia di Finanza, appare un articolo intitolato “Gli giudei preferiscono fare i contrabbandieri”. Nell’occhiello si legge: «Le Fiamme Gialle sono tutte ariane», mentre nel testo si sottolinea, non senza una punta di orgoglio, che «non ci risulta vi sia fra i finanzieri in servizio attivo alcun appartenente alla razza ebraica».

Vincenzo Cerceo