mercoledì 21 ottobre 2015

Amianto su elicotteri delle Forze Armate e di Polizia: il Codacons in campo per la difesa dei diritti delle vittime

Dal sito 12alle12.it (La Voce): 

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ROMA. Amianto su elicotteri delle Forze Armate: Codacons lancia azione legale

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 18 ott 2015 


 
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Il Codacons ha deciso di avviare un’azione legale in favore del personale delle forze armate che negli anni sarebbe stato a contatto con l’amianto contenuto negli elicotteri in dotazione ad Esercito, Marina, Aereonautica ma anche a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.

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(G.T.) Per leggere l'articolo completo, cliccare qui.

Di seguito il commento pubblicato sul profilo facebook del Movimento dei Finanzieri democratici (Redazione Movimento, qui):



«Finalmente è scattata l'azione penale!
 

Ora speriamo che il codacons voglia fare altrettanto anche con chi è stato esposto all'amianto nelle caserme e nei luoghi di servizio, negli edifici di proprietà dello Stato ed in quei posti di servizio dove non è stata affatto garantita la salubrità dell'aria.
 

Fino ad oggi talune istituzioni hanno sfacciatamente negato persino l'evidenza.»

sabato 17 ottobre 2015

 

Risultati immagini per concorso pubblico

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Soldi per far passare il concorso in Finanza: "Dammi 2mila euro subito..."

Nei guai un maresciallo della Finanza che secondo l'Accusa avrebbe intascato dei soldi da alcuni giovani che si affidavano a lui sperando nell'aiutino

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(G.T.) Cliccare qui  per leggere l'articolo completo, da perugiatoday.it 


Di seguito il commento pubblicato sul profilo facebook del Movimento dei finanzieri democratici (qui): 


«Quella dei pagamenti per entrare nella Guardia di Finanza è una storia vecchia, in moltissimi casi si è poi scoperto che si trattava di millantatori, in altri casi ci sono ancora indagini in corso per verificare l'attendibilità delle denunce e di chi prometteva facili ingressi nel Corpo, ma qualche dubbio resta sulle voci che correvano negli anni passati, sul potere di infiltrazione che avrebbero avuto alcuni soggetti. Questo non è certo il primo caso e forse - purtroppo - non sarà neppure l'ultimo, non resta che affidarsi alle indagini della magistratura.»

venerdì 16 ottobre 2015

Da 1000 a 3000 euro il limite per l'uso del contante. L'importanza di un livello non troppo elevato per combattere l'evasione fiscale

Incentivare l'uso della moneta elettronica rendendo così tracciabili le transazioni, è da molti considerata un'efficace misura per combattere l'evasione fiscale. Nella legge di stabilità che il presidente Renzi ha presentato ieri, vi è la norma che aumenta da 1000 a 3000 euro il limite massimo per l'uso del contante. La giustificazione che ne dà il governo è quella di incentivare i consumi, adeguando il limite a quella che è la media europea (per stare ai principali paesi, 3.000 euro in Francia, nessun limite in Germania, qui). Intervistato oggi da Radio 24, il premier ha dichiarato, tra l'altro, che «i dati dimostrano che non è stato il limite al contante a ridurre l'evasione, ma l'utilizzo dei sistemi informatici» (qui).

É vero che i sistemi informatici, come l'incremento degli incroci dei dati effettuabili dall'Agenzia delle Entrate, o la fatturazione elettronica, vanno nella direzione di un aumento del recupero dell'evasione fiscale e di un incentivo per l'adozione di comportamenti virtuosi da parte dei contribuenti.

Tornando all'uso del contante, rispetto all'incentivo che si vorrebbe dare ai consumi, è verosimile che già ora, chi acquista un orologio da 2.000 euro non paghi con denaro liquido, mentre rispetto al paragone con gli altri paesi europei, c'è da sottolineare che il livello dell'evasione fiscale raggiunge da noi livelli endemici (il 27% del Pil), mentre in Germania è il 16%, in Francia il 15, in Spagna e in Belgio il 22, in Gran Bretagna il 12 (qui). Da qui, secondo me, l'importanza di un limite non troppo elevato per l'uso del contante come uno degli strumenti per combattere l'evasione fiscale

L'auspicio e la speranza è che nel passaggio parlamentare della legge, venga rivisto il limite dei 3.000 euro. 

Gaetano Toro

domenica 11 ottobre 2015

Assurdo, paradossale, anacronistico: la Guardia di Finanza collaborerà con la Polizia Penitenziaria nella traduzione dei detenuti

(G.T.) Dal sito "Blog dei Militari e Forze di Polizia"

""Accordo collaborazione Polizia Penitenziaria Guardia di Finanza per le traduzioni aeree e navali

Soccorso-elicottero-finanzaIl Comandante Generale della Guardia di Finanza – Gen. C.A. Saverio Capolupo – e il Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria – Dott. Santi Consolo – hanno siglato oggi una convenzione relativa ai rapporti di collaborazione tra il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la Guardia di Finanza.

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Per leggere il seguito, cliccare qui
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Assurdo, paradossale, anacronistico.  

Non ci sono altri termini per definire questo accordo tra Polizia Penitenziaria e Guardia di finanza. Un corpo, quest’ultimo, che, a quanto pare, fa tutto e forse il contrario di tutto a giudicare dal rapporto costi-risultati. Fino a poche settimane fa i vertici del corpo lamentavano persino una – a nostro avviso improbabile – carenza di personale, oggi, invece, danno supporto logistico persino alla Polizia Penitenziaria, con una sovrapposizione di compiti che non ha pari in nessun altra polizia economico-finanziaria d’europa.  

E la lotta all’evasione fiscale? A chi verra’ delegata, alle guardie giurate o ai vigili del fuoco (con tutto il rispetto per costoro)? Viviamo in uno stato che detiene il triste record dell’evasione e dell’elusione fiscale, pero’, in compenso, abbiamo una polizia finanziaria (la Guardia di Finanza) che fa servizi di ordine pubblico, traduzioni di detenuti ed altri che dovrebbero essere specifici di altre forze di polizia e/o dell’esercito. Ma poi, ci chiediamo: questi mezzi aerei e navali sono gli stessi che, poco tempo fa, risultarono coibentati con l’amianto?  

Lorenzo Lorusso – presidente naz. Finanzieri esposti all’amianto

mercoledì 7 ottobre 2015

Nel Codice di comportamento del personale delle Agenzie fiscali, il limite di 150 euro per i regali "di cortesia"

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É consultabile sul sito dell'Agenzia delle Entrate, il Codice di comportamento per i dipendenti delle Agenzie fiscali da poco approvato. Si tratta di una serie di norme che, come si legge nella relazione illustrativa, «rappresenta non soltanto un presidio per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni corruttivi, ma anche uno strumento funzionale a orientare il dipendente pubblico nell’azione di tutti i giorni.» Si va da norme che disciplinano le incompatibilità, i potenziali conflitti di interesse e i relativi obblighi di astensione, a quelle sull'utilizzo dei dati informatici e dei rapporti con il pubblico.

É interessante rilevare quanto stabilisce l'articolo 3, "Regali, compensi e altre utilità": il dipendente delle Agenzie fiscali può accettare "regali o altre utilità" «di modico valore, effettuati occasionalmente nell’ambito delle normali relazioni di cortesia o di consuetudine», slegate, quindi, dall'esercizio delle sue funzioni, anche se il confine tra i due momenti, immaginiamo noi, non è sempre chiaro ed identificabile. Il limite del "modico valore" è stato stabilito nell'importo di 150 euro, e questa previsione è già un fatto di per sé positivo.

Per leggere il Codice e i documenti allegati, cliccare qui.

Gaetano Toro

sabato 3 ottobre 2015

A "Grado Giallo", il procuratore di Trieste Mastelloni ha parlato della solitudine del magistrato

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Fino a domani, domenica 4 ottobre, Grado (in provincia di Gorizia) ospita "Grado Giallo", festival letterario giunto alla sua ottava edizione. Questo pomeriggio ospite del festival è stato Carlo Mastelloni, attualmente procuratore della Repubblica di Trieste, autore del giallo "Il sintomo" (Marsilio, 2014), scritto con Francesco Fiorentino (qui). Mastelloni ha parlato della sua esperienza di indagine di casi di rilievo nazionale, come quello sulla struttura Gladio, dove ha sperimentato la solitudine del magistrato di fronte ad un potere politico non sempre e non proprio "trasparente", e ad una polizia giudiziaria non sempre "collaborativa", impegnata, piuttosto, nella tutela del medesimo potere politico al quale faceva riferimento la catena gerarchica.  
Gaetano Toro