lunedì 31 agosto 2015

Il generale GdF Rapetto solidarizza con il "capitano Ultimo"

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É di una decina di giorni fa la notizia che il colonnello dei CarabinieriSergio De Caprio - meglio noto con il nome di "capitano Ultimo" - sia stato di fatto demansionato dai vertici dell'Arma, la quale, nell'ambito di una riforma della catena di comando del Noe (Nucleo operativo ecologico), non riconosce più alla casella occupata in questo momento dallo stesso De Caprio, quella di vicecomandante, le funzioni di polizia giudiziaria. L'interessato ha espresso la sua amarezza con una lettera ai suoi dipendenti (l'intera vicenda è qui sintentizzata da Il Fatto Quotidiano). Qui, basta solo ricordare che il nome di De Caprio è associato alle più importanti indagini svolte dai Carabinieri negli ultimi vent'anni, dalla cattura di Toto Riina nel 1993, all'inchiesta su Cpl Concordia. Sulla vicenda del "capitano Ultimo", il generale in congedo della Gdf, Umberto Rapetto, ha inviato una lettera aperta (pubblicata dal settimanale Panorama) al suo ex collega di collegio militare. Con queste parole, tra le altre, Rapetto si rivolge a De Caprio:

«La tua vicenda è l'ennesima mortificazione per il senso civico collettivo. Nel frattempo, i soliti continueranno ad esser premiati con galloni e onorificenze per la loro supina sudditanza, perché - come si legge nelle note caratteristiche degli ufficiali delle Forze armate - "fedeli esecutori di ordini"». (Qui per leggere l'intera lettera).

Gaetano Toro

giovedì 27 agosto 2015

Guardia di Finanza: sarebbe questo il Corpo che funziona alla perfezione e che ci fa risparmiare denaro pubblico?


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Sul numero 166, di aprile-maggio 2015, del mensile Polizia e Democrazia, leggiamo, con molto stupore, l’ampio servizio (ben 8 facciate corredate da varie immagini e schemini) di Anna Siggillino riguardante la Guardia di Finanza. L’opinionista, che nell’ambito dello scritto inserisce persino il suo curriculum vitae, a nostro parere, mette in risalto alcuni dati con una finalità ben precisa: quella di dimostrare l’economicità e l’efficienza del Corpo, giustificando così tutto l’operato del comando generale. Nello specifico emergono alcuni dati asseritamente statistici che sono alquanto opinabili ed incomprensibili per chi, in quel Corpo, ha prestato servizio per alcuni decenni. Uno in particolare ci ha fatto riflettere non poco: come è possibile che nel 2011 tutta la Guardia di Finanza costasse ai contribuenti, ovvero alla maggior parte di noi italiani, solo 422 milioni di euro? Se conteggiassimo esclusivamente gli stipendi lordi (stipendio, contributi pensionistici e assicurativi, fogli di missione e straordinari) dei 59.538 dipendenti del Corpo citati da Siggillino, già andremmo ben oltre quella cifra. Ma la somma è destinata a salire notevolmente se oltre ad aggiungere le spese sostenute per le strutture istituzionali (caserme, magazzini-depositi, officine, navi, aerei, elicotteri, canili, pullman, automobili, armi individuali e di reparto) sommiamo anche i costi dei cosiddetti alloggi di servizio alla carica, ovvero dei mega appartamenti, di svariate centinaia di metri quadri, concessi in comodato d’uso quasi gratuito agli ufficiali con incarichi di comando, su vastissime zone del territorio nazionale. Persino i parlamentari, considerata la crisi economica che stiamo attraversando, e forse per pudore, hanno rinunciato in toto a questi benefit. L’unica vera casta sopravvissuta ai tagli dovuti alla spending review è proprio quella dei militari di alto grado. Ma poi, se proprio di spending review vogliamo parlare, dobbiamo dire che l’Italia è l’unico stato europeo a possedere ben cinque corpi di polizia, l’unico paese al mondo ad avere una polizia economico-finanziaria con una struttura rigidamente militare e con un numero elevatissimo di personale, al quale va aggiunto quello civile dell'Agenzia delle Entrate e del MEF.

Sono svariati decenni che il comando generale fa propaganda a favore di una arcaica militarità messa in “pericolo” dai referendum promossi dai Radicali per smilitarizzare il Corpo e renderlo adeguato ai parametri europei di efficienza e razionalizzazione delle risorse. E’ anacronistico, infatti, che una polizia economico-finanziaria continui a svolgere servizi di ordine pubblico con scudi e manganelli o altri compiti demandati all’Esercito. Solo 1/3 del personale fa realmente la lotta all’evasione fiscale, il resto è adibito a servizi che molto poco hanno di istituzionale od a lavori interni di piantone e negli uffici. L’esasperato militarismo di cui si fregiano i vertici della Guardia di Finanza è servito a creare una struttura elefantiaca, con autisti, muratori, falegnami, piastrellisti, in alcune realtà anche cuochi, ma pochi agenti ed ufficiali di polizia tributaria. Da ciò ne deriva – e sono dati ufficiali sotto gli occhi di tutti – che l’evasione e l’elusione fiscale nel nostro Paese è da record, da guinness dei primati.

Considerato che Siggillino cita ad esempio il 2011 (governo Monti), diciamo subito che quell’anno, su circa 130 miliardi di evasione stimata, il recupero da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate messe insieme ha rappresentato meno del 10% dell’evasione calcolata, ovvero si è attestato a 12,7 miliardi di euro. L’Italia detiene un altro record negativo rispetto al resto d’Europa, è il paese con una maggiore percentuale di frodi fiscali rispetto al PIL (prodotto interno lordo). Qualche anno prima del 2011 gli ispettori del Secit scrissero che, praticamente, la Guardia di Finanza costava di più rispetto a quello che riusciva a recuperare dall’evasione e dall’elusione. Del resto i 422 milioni di euro, di asseriti costi citati nell’articolo, sono appena sufficienti a pagare gli stipendi annuali dei 13.000 sovrintendenti (brigadieri e vicebrigadieri) presenti nella pianta organica. E tutto il resto del personale? I 104 generali lavorerebbero gratis per onore di patria? I conti non tornano, come del resto non torna affatto il discorso per il quale sarebbe necessario mantenere in organico ben 104 generali - di cui 10 di corpo d’armata, 25 di divisione e 69 di brigata - rispetto alla popolazione neppure gli Stati Uniti hanno tanti super stellati generali. Tremila ufficiali vuol dire un dirigente ogni 9 appuntati/finanzieri, con una evasione stimata che dal 2011 è passata dai 130 ai 150 miliardi di euro di oggi. Sarebbe questo il Corpo che funziona alla perfezione e che ci fa risparmiare denaro pubblico?

Dott. Vincenzo Cerceo - Colonnello della Guardia di Finanza in congedo
Lorenzo Lorusso – Presidente Nazionale del Movimento dei Finanzieri Democratici


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(G.T.) Qui,  un estratto dell'articolo citato nel post, tratto dal sito di Polizia e Democrazia;
vedi anche il profilo facebook del Movimento dei Finanzieri democratici, qui.

martedì 25 agosto 2015

Elicotteri della GdF con l'amianto

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Dal sito Campaniasuweb, propongo l'articolo "Amianto negli elicotteri della Guardia di Finanza: stop alla base di Napoli", tratto da Affari Italiani del 18 gennaio 2014 (qui).(segnalazione di Lorenzo Lorusso).

Gaetano Toro






lunedì 24 agosto 2015

Indiscrezioni riguardanti il generale Spaziante


(G.T.) Dal sito facebook del Movimento dei Finanzieri Democratici (qui): 


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E S C L U S I V O

DA INDISCREZIONI TRAPELATE PARE CHE LA GUARDIA DI FINANZA STAREBBE PER CHIEDERE AL GENERALE SPAZIANTE UN DANNO DI IMMAGINE CHE SAREBBE STATO QUANTIFICATO INTORNO AI 3 MILIONI DI EURO. 

PUBBLICHEREMO VOLENTIERI EVENTUALI SMENTITE O CORREZIONI MA LA FONTE DA CUI PROVIENE LA NOTIZIA CI SEMBRA ATTENDIBILE.


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sabato 22 agosto 2015

Casamonica e la credibilità della politica

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  "Quando se ne va qualcuno soltanto Dio giudica, non la politica"
 
La frase è stata pronunciata da Luciano Casamonica, nipote del boss Vittorio (qui, da Rainews), a seguito delle polemiche seguite al funerale dello scandalo. Vittorio Casamonica, come ogni boss che si "rispetti", pare che avesse la fedina penale immacolata, ma le attività sue e del suo clan erano e sono note a tutti (non bisogna scavare granché: anche l'asettica enciclopedia online, wikipedia, ne conserva traccia, qui). Le parole di Luciano Casamonica sono, a mio parere, ancora più gravi della celebrazione pubblica e così esibita (per usare un eufemismo) delle esequie del noto zio: se anche l'esponente di un clan mafioso non considera la "politica" degna di pronunciarsi sulla figura di un capo clan, abbiamo la plastica conferma (se ce n'era bisogno) del livello al quale è sprofondata la credibilità della classe politica nel suo insieme (facendone le spese, purtroppo, anche la parte sana), perché "certa" politica quel clan deve averla praticata bene, ne deve aver conosciuto il prezzo per acquistarne i favori, correa nel malaffare. Una politica, una burocrazia (e anche una Chiesa), che quell'ultimo omaggio al boss non ha saputo negare. 
 
Gaetano Toro

Guardia di Finanza - Antiche vicende (un passaggio di rubli verso l'Italia...)

Simbolo del KGB

All’inizio degli anni Novanta, mentre quale Comandante del G.I.C.O. (Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata) del Friuli Venezia Giulia, conducevo col mio reparto a Trieste indagini su alcuni grossi traffici di vario genere provenienti dalla ex Unione Sovietica (materiale nucleare, armi ed altro) tra le carte sequestrate comparve anche un dato che, nel contesto dell’inchiesta, ebbe un ruolo marginale, soprattutto perché un trasferimento rapido del Comando Generale nei miei confronti mi impedì di condurre oltre le indagini. La cosa mi è tornata alla mente allorché ho avuto modo di leggere le memorie politiche dell’ex ministro Cirino Pomicino dal titolo “Geronimo – Strettamente riservato”, Editore Rizzoli, 2000.

Tra le nostre carte oggetto di indagini, infatti, risultava anche essere stata trattata, dall’ex URSS appunto, una grossa somma che, se la memoria non mi inganna, ammontava a cinque miliardi di rubli circa. Orbene, l’ex ministro Cirino Pomicino riporta colloqui da lui avuti col ministro degli interni di allora, Scotti, il quale, oltre a confermare il trasferimento di fondi nel nostro Paese da parte di agenti dei servizi segreti (ex KGB), parla anche di un incontro che, su questo argomento, il giudice Falcone avrebbe dovuto avere, qualche giorno dopo l’attentato che lo uccise, col magistrato moscovita Valentin Stepankov, il quale, da parte sua, in altra sede ha pienamente confermato tutto quanto qui sopra detto; dunque, il dato contenuto nella documentazione che noi a Trieste avevamo in esame, era esatto, anche se il Comando Generale giudicò, dal suo lato, le stesse carte inattendibili, tanto che, col mio trasferimento, fece terminare le indagini stesse. Forse, però, la cosa era troppo complessa, a livello politico sia interno che internazionale, per andare avanti, per questo non se ne fece nulla.

Vincenzo Cerceo
Col. (r) della G.d.F.

lunedì 17 agosto 2015

Si taglia la Sanità mentre si assumono nuovi agenti nelle Forze di Polizia (organici già abnormi): dove sta la logica?

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(G.T.) Dal sito Facebook del Movimento dei Finanzieri Democratici (qui):  

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C'ERA PROPRIO BISOGNO DI ASSUMERE ALTRI AGENTI DI POLIZIA, CARABINIERI E GUARDIE DI FINANZA?

IN EUROPA NON ESISTE UNA POLIZIA ECONOMICO-FINANZIARIA CON UNA STRUTTURA MILITARE ANALOGA ALLA GUARDIA DI FINANZA. QUEST’ULTIMA RAPPRESENTA UNA VERA ANOMALIA NEL PANORAMA DELLE POLIZIE OCCIDENTALI.
CARABINIERI, POLIZIA DI STATO E GUARDIA DI FINANZA ERANO GIA’ CON UN ORGANICO ABNORME RISPETTO ALLA POPOLAZIONE ITALIANA ED ALLE ESIGENZE DEL PAESE, QUESTE NUOVE ASSUNZIONI HANNO TUTTO L’ASPETTO DELL’INUTILITA’ E, FORSE, DEL CLIENTELISMO. MA LA COSA PIU’ GRAVE E’ CHE TUTTO QUESTO VA AI DANNI DELLA SANITA’ PUBBLICA, ANCORA UNA VOLTA VITTIMA DELLA SCURE DI GOVERNI INCAPACI DI GESTIRE L’ITALIA SECONDO UNA LOGICA CHE DOVREBBE PRIVILEGIARE LA SALUTE DELLA POPOLAZIONE RISPETTO ALLE GUERRE ED AGLI ARMAMENTI (VEDASI ANCHE L’ACQUISTO DEI COSTOSISSIMI AEREI F35 E LE COSIDDETTE MISSIONI DI “PACE” ALL’ESTERO).

"SENATO, OK ALLA MANOVRA DA 2,3 MILIARDI ALLA SANITA'. "
http://ricerca.gelocal.it/…/gorizia-monfalcone-senato-ok-al…

lunedì 10 agosto 2015

"Finanzieri Esposti Amianto": nei prossini mesi si terrà un convegno internazionale sul tema amianto

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L'Associazione Nazionale Finanzieri Esposti all'Amianto sta organizzando - per il prossimo autunno o per la primavera del 2016 - un convegno internazionale riguardante l'amianto in tutte le sue fattispecie.

Il convegno, che probabilmente si terrà nella città di Trieste o comunque nel Triveneto, vedrà relazionare sulla tematica insigni giuristi di fama internazionale, ingegneri ambientali e dottori in chimica, psichiatri, psicologi e counselor, nonché esponenti della politica italiana ed estera.
 
Il Presidente Nazionale dei Finanzieri Democratici, silver member di Counseling Italia, che ha pubblicato su importanti riviste scientifiche diversi articoli e saggi sui danni psichici provocati dall'amianto, sarà uno dei principali relatori dell'evento.
 
Per maggiori dettagli sarà importante seguire, nei prossimi mesi, il Blog del Movimento dei Finanzieri Democratici il cui link è il seguente: http://finanzieridemocratici.blogspot.it/

Per la Segreteria nazionale dell'Associazione Nazionale Finanzieri Esposti all'Amianto:
Mario Sanna
Antonella Coslovich
Fulvia Bonivento