domenica 25 gennaio 2015

Vincenzo Cerceo: Giorgio Napolitano, un anticomunista

(Giorgio Napolitano con Massimo D'Alema e Achille Occhetto)

"Serve una battaglia contro l’estremismo anticomunista di Libertini”. Era l’anno 1967, quando, durante una riunione del direttivo del PCI, Giorgio Napolitano tentava, inutilmente, di mobilitare il non più ora esistente, e tanto meno rimpianto, Partito Comunista Italiano, o almeno sedicente tale, contro un uomo corretto che i decenni successivi avrebbero dimostrato essere, alla prova dei fatti, un marxista autentico, il, lui si rimpianto, Lucio Libertini, dalla memoria marxista incontaminata e non ambigua. In effetti, se si volessero cercare, ora a posteriori, prove sugli errori tattici di lunga durata, oltre che strategici, di quel PCI che tanto ha concorso alla distruzione, ora sotto gli occhi di tutti, della sinistra italiana, l’esempio più macroscopico e inevitabile, sarebbe proprio quello della carriera politica dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e sarà necessario indagare, storicamente, più a fondo sui meccanismi in base ai quali all’interno del vertice di quella struttura fu dato sempre spazio determinante ad un personaggio che, in sostanza, prove di distanza dal marxismo ne aveva date a sufficienza in ogni circostanza; sempre con le cautele tattiche, naturalmente, di chi non ha voluto urtare più del necessario le maggioranze interne così bene inserite nel sistema consociativo del dopoguerra (il PCI votava il 90% delle leggi governative) ma che ha sempre comunque perseguito una linea chiarissima: demolire gradualmente, progressivamente, con pazienza certosina e con grande determinazione, l’identità marxista di quel PCI in cui la diversità di una base sinceramente marxista, se pur succube di un vertice che non era invece più tale (ma ci si atteneva alle leggi ferree della stalinistica disciplina di partito) era sempre più evidente rispetto a degli organi direttivi per i quali il marxismo era ormai soltanto un peso che impediva l’accesso al potere con annessi e connessi in termini di benefici personali. In questa ottica, se c’era naturalmente da allinearsi sulle posizioni filo-sovietiche che difendevano i carri armati contro l’Ungheria, il Napolitano era pronto ad allinearsi, salvo poi ritrattare tutto allorchè, da presidente della Repubblica, doveva celebrare quella insurrezione con il nuovo governo anticomunista ungherese, ma, all’interno degli organi direttivi del partito, si lavorava da parte sua seriamente di gomito sempre in funzione ideologica borghese. Non per nulla gli USA e la NATO lo avevano eletto a referente privilegiato. Ha fatto una luminosa carriera, ed il vertice è stato da lui toccato, quando ha posto la firma sulla legge sul lavoro di Matteo Renzi, quella che ha finito di distruggere i diritti dei lavoratori. Noi però lo ricordiamo soprattutto quando, ministro degli interni, a chi gli chiedeva di far luce sulle stragi di Stato e sui depistaggi, rispondeva: non sono qui per aprire armadi. Ovviamente, durante le cerimonie per le vittime di quegli anni, continuava ad augurare ai parenti di ottenere finalmente la verità su quelle stragi. Ora ha lasciato il vertice del potere. In molti ne sono contenti.

Vincenzo Cerceo

venerdì 23 gennaio 2015

Esposti amianto: un promemoria degli adempimenti per ottenere i benefici di legge

Pubblichiamo di seguito un comunicato stampa del Comitato Permanente Esposti Amianto e Ambiente  di Giammoro (Messina), a firma del suo presidente Salvatore Nania
Gaetano Toro (segnalazione di Lorenzo Lorusso)


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BENEFICI AMIANTO TEMPI BREVI

Non cambia nulla, come solito senza dare il tempo di riflettere, tempi brevissimi per effettuare le richieste per esposizione al Killer Amianto, sulla base di quanto previsto dalla Legge di stabilità 2015. Quali i presupposti:
  • Termine di presentazione richieste entro il 31 gennaio 2015;
  • Tutti i lavoratori che si sono visti riconosciuti i benefici amianto, legalmente, con sentenza con coefficiente 1,25 hanno il diritto di richiedere il coefficiente 1,50;
  • Lavoratori i quali si sono visti riconosciuti i benefici amianto da parte dell’Inail o dell’Inps con il coefficiente 1,25, possono richiedere il coefficiente 1,50;
  • I lavoratori aventi in ricorso legale, il diritto dell’esposizione ancora in atto, in fase di riconoscimento, possono inoltrare richiesta dell’esposizione e benefici per il coefficiente 1,50;
  • Termine di presentazione richieste pensionamento anticipato entro il 31 dicembre 2015
  • Prepensionamento lavoratori che hanno già ottenuto i benefici amianto con il coefficiente 1,25;
  • Pensionamento anticipato per i lavoratori, dei siti previsti dall’art. 1 comma 117, legge di stabilità 2015, esposti amianto, affetti da patologie Asbesto-correlate, che hanno raggiunto i 30 anni di contribuzione;
  • Possono richiedere il prepensionamento tutti i lavoratori che hanno ottenuto, il riconoscimento dei benefici amianto con coefficiente 1,25, con sentenza passata in giudicato, effettuando richiesta per ottenere il coefficiente 1,50, (cioè la differenza dal 1,25 al 1,50);
  • I lavoratori affetti da patologie Asbesto-correlate, che hanno avuto riconosciuti, con certificazione emessa da parte dell’Inail, i benefici previsti dall’art. 13, comma 7 della Legge 257/92, possono effettuare domanda di pensione anticipata, purché in possesso dei requisiti di 30 anni di contribuzione;
  • Lavoratori che hanno effettuato coibentazioni e scoibentazioni, in siti contaminati da amianto, (carrozze ferroviarie, impianti di produzione, cantieri navali, etc.) purché in possesso dei 30 anni di contribuzione, possono richiedere il prepensionamento di cui all’art. 13, comma 2, della Legge 257/92;
  • Lavoratori in mobilità per cessazione dell’attività lavorativa dell’azienda per la quale sono stati esposti al rischio Amianto;
  • Hanno diritto di accedere ai benefici del Fondo Vittime Amianto, tutti coloro che hanno contratto il Mesotelioma, per effetto di esposizione ambientale comprovata o familiari di esposti o ex esposti Amianto.
Ricordiamo che i requisiti per accedere al pensionamento anticipato sono:
  • Almeno 30 anni di effettiva contribuzione;
  • Riconoscimento malattia professionale da parte dell’Inail legge 257/92 art. 13 comma 7;
  • Ex lavoratori occupati in imprese che hanno lavorato amianto o effettuato lavori di coibentazione, scoibentazione o bonifica, per chiusura, dismissione o fallimento dell’azienda, con sito interessato da bonifica da parte dell’Ente Territoriale.
Certamente se vogliamo essere positivi, dobbiamo affermare che, pur essendo molto restrittiva e come di solito anche ambigua e discriminante quanto previsto nella Legge di Stabilità in merito ai benefici espositivi alle fibre Killer di amianto, qualcosa si è mosso, anche se molto limitativa, in quanto non è possibile effettuare atti di indirizzo ma estendere il diritto a tutti coloro che ne hanno i presupposti.
Riteniamo opportuno precisare che la nostra sede è in possesso della modulistica da riempire ed è a disposizione di tutti coloro che ne effettueranno richiesta, così come il nostro studio legale.

 Giammoro li 20/01/2015 Il Presidente Salvatore Nania
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domenica 18 gennaio 2015

Come l'Aeronautica Militare previene il rischio amianto dei propri dipendenti

Nella lettera qui sotto, un esempio di come l'Aeronautica Militare segua un programma di controllo dello stato di salute dei propri dipendenti, che abbiano prestato servizio a contatto con materiale potenzialmente "a rischio amianto". Sono così virtuose anche le altre amministrazioni militari dello Stato?
Gaetano Toro - Lorenzo Lorusso


domenica 11 gennaio 2015

L'Espresso: troppe polizie, troppi poliziotti

 

Un articolo a firma di Emiliano Fittipaldi pubblicato sul numero in edicola de L'Espresso, affronta la questione delle Forze di polizia nel nostro paese, dal numero record degli agenti nella Ue (ma non dell'efficienza del sistema), al fatto che esistano cinque corpi, circostanza che ha fatto dire al viceministro dell'Economia, Morando

«Ci sono i margini per effettuare riforme importanti, in modo da evitare sovrapposizioni non più accettabili. Bisogna che il territorio venga diviso tra i corpi: dove c'è una forza di polizia non ce ne deve essere un'altra. In Europa siamo uno dei paesi che spende di più, ma in termini di risultati facciamo peggio di Francia, Germania, Inghilterra e Spagna: vuol dire che c’è un problema di organizzazione e struttura del servizio. Le sembra opportuno, per esempio, che la Guardia di Finanza abbia reparti antisommossa come i Berretti Verdi?».

Gaetano Toro