venerdì 29 agosto 2014

I dieci sintomi premonitori dell'Alzheimer

 


Suggerisco, dal sito dilei.it, una scheda (qui) contenente i dieci sintomi premonitori dell'Alzheimer, stilata dalla Alzheimer's Association (Usa)

Gaetano Toro (segnalazione di Lorenzo Lorusso).

mercoledì 27 agosto 2014

Corte di Cassazione: è lecito, per un militare, criticare i propri superiori

Come informa il sito de Il quotidiano di Puglia, la Corte di Cassazione ha assolto un brigadiere della Guardia di Finanza per i giudizi espressi in un forum in rete sui metodi vessatori - definiti «da Gestapo» - subiti dai suoi superiori al nucleo di polizia tributaria di Lecce. Tali metodi giungevano, nella critica del sottuffciale, al controllo dell'uso dei servizi igienici o della consumazione di spuntini nel corso del servizio.

La Suprema Corte ha definito le parole usate dal brigadiere come rientranti nel diritto di critica costituzionalmente garantito a tutti i cittadini (per leggere l'intero articolo cliccare qui).

Sulla vicenda, il presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici, Lorenzo Lorusso, ha così commentato:  

«Criticare è lecito, basta con gli arcaici e desueti regolamenti militari che pretendevano dipendenti acritici e servili. Questa sentenza della Cassazione mette fine ad anni di angherie perpetrate in nome di una presunta disciplina, rappresenta anche un duro monito per alcune Procure Militari che, negli anni passati, a mio modesto avviso, avevano esagerato nel colpire il dissenso ed il malessere del personale esistente all' interno del Corpo.» 

Gaetano Toro

giovedì 21 agosto 2014

Guardia di Finanza e Schengen


 
 
Amo molto viaggiare per l’Europa specialmente da quando mi sono congedato.
 
Prima andare all’estero per un ufficiale era un assurdo procedimento: bisognava fare domanda fornendo itinerari ed indirizzi, essere poi autorizzati, poi bisognava notificare presso le sedi consolari la propria presenza al fine di assicurare la reperibilità.
 
Avendo sposato una cittadina francese di origine alsaziane ho sempre attraversato sia il confine italo-svizzero sia quello elvetico-francese.
 
Orbene da quando è entrato in vigore l’accordo di Schengen  a cui ha aderito anche l’Italia, ho constatato che alla frontiera Italo-Svizzera di Ponte Chiasso-Como ed a quella autostradale di Brogeda-Como la G.di F. continua ad essere presente con impiego di uomini e mezzi sproporzionato a fronte dei nuovi indirizzi comunitari per non parlare poi della presenza di Polizia di Stato e dei Carabinieri e di personale doganale civile. Siamo in presenza di valichi di confine non commerciali principalmente di traffico di frontalieri e turisti.
 
Al confine Franco-Elvetico di Basilea al contrario non c’è alcuna presenza ne di doganieri elvetici né tanto meno di quelli francesi, né c’è presenza di personale civile doganale o di polizia di altra natura. Non parliamo poi dei confini fra Francia e Belgio, fra Belgio Olanda e Lussemburgo, fra Germania e Danimarca e non mi soffermo su altre realtà europee dove si attraversano i confini e spesso non ci si accorge di essere passato da una nazione all’altra .
 
La presenza della G .di F. sarebbe avvalorata nel quadro della lotta al traffico di valuta cioè esportazione clandestina di capitali sia verso la Svizzera sia a quello di entrata in Italia e nella prevenzione e repressione di altri reati. A parte i casi che vengono scoperti per puro caso bisognerebbe avere il coraggio di confessare che certi risultati di servizio sono spesso legati o a segnalazioni anonime o ad informatori.Questi controlli potrebbero essere effettuati ugualmente con le normative attuali nella fascia di confine dei 20 Km come del resto è avvenuto in alcuni casi.
 
Anche la Francia è afflitta dal problema della esportazione di capitali verso la Svizzera o da traffici di altra natura, traffici illeciti comuni a tutti i paesi comunitari e nonostante questi pericoli non c’è presenza di doganieri al confine e chi lo passa non è soggetto ad alcun controllo. In realtà nella fascia di confine dei 20 Km operano pattuglie mobili di doganieri che effettuano controlli mirati al fine della tutela degli interessi nazionali e nella prevenzione e lotta a fenomeni di illeciti di varia natura. Non a caso ad esempio durante i miei viaggi in Francia mi è capitato di essere controllato sulla strada in Alsazia fra Selestat e Strasburgo. Il controllo aveva la finalità dichiarata di accertare che non avessi a bordo del mio camper capi di vestiario con loghi di grandi firme o marchi internazionali falsi che vanno tutelati. Il controllo per queste finalità dichiarate dagli operanti è avvenuto in maniera professionale, capillare ma improntato alla massima cortesia senza arie preconcette di sospetto di qualche irregolarità .
 
Una visione europea della attività di prevenzione o repressione nei comandi della G.di F. è ancora lungi dall’essere acquisita. Si continua ad avere uomini e mezzi con turni sulle 24 ore che comportano un atteggiamento del personale al confine a volte avvertito come al limite dell’arroganza e molto spesso con atteggiamento di svogliatezza. Vedi così finanzieri che con un cenno del capo o con lievi movimenti della mano darti il via libero come loro concessione. Se poi ti fanno un controllo lo fanno con un atteggiamento di sospetto tale che sembra che tu abbia commesso forse chi sa quale irregolarità. Con controlli più mirati e mobili lungo la zona di confine nei termini citati si potrebbe risparmiare in uomini e mezzi ed in infrastrutture che pesano sul bilancio del Corpo, tenuto conto che solo nell’area di Como – sono presenti comandi di brigata di tenenza di compagnia di Gruppo.
 
Ci si augura che il Comando Generale riveda la dislocazione di comandi e personale alla luce della nuova realtà politica-economica della Comunità Europea e detti linee di comportamento chiare e precise al fine di dare una immagine del Corpo adeguata alle nuove realtà operative.
 
Mi preme poi fare una ultima considerazione sempre nel campo dell’economia delle risorse destinate ai corpi di polizia. In Francia, realtà che conosco di più, sia la polizia di città, sia quella nazionale, sia la penitenziaria, sia i pompieri, hanno tutti una divisa unica nel colore azzurro. Cambiano sole le mostrine che distinguono i vari corpi con un risparmio notevole negli approvvigionamenti. In Italia ogni corpo di polizia ha una divisa di foggia e colore diverso con costi notevoli di approvvigionamento. Se pensiamo poi alla guerra di colore fra la G. di F. e le Guardie Forestali dello Stato ci possiamo rendere conto del nostro provincialismo, di quanto manchi in questo paese il senso della misura, di una politica mirata all’effettivo risparmio. Non parliamo poi delle divise del corpo con una miriade di forme di berretti, e sfumature di colore, di giubbetti o giacche a vento e così via.
 
Si parla tanto di economizzare nella spesa pubblica ma poi ci si comporta in maniera contraria e continuiamo in politiche di sperpero del danaro che proviene dalle nostre tasse.
 
Carmine Buffone

lunedì 18 agosto 2014

In Friuli Venezia Giulia il record del sovraffollamento carcerario

 

Nella triste classifica del sovraffollamento carcerario, il Friuli Venezia Giulia ha il non invidiabile record tra le regioni italiane: il 138,8% a fronte della media nazionale del 119,4%, frutto del rapporto tra i 605 detenuti presenti nelle cinque case circondariali regionali e i 436 posti disponibili (nella foto il carcere di Udine). Sono dati resi noti da Stefano Santarossa, presidente di Radicali friulani (qui), che hanno presentato anche un appello alla presidente Serracchiani sul tema carceri. I Radicali da tempo propongono la soluzione di una amnistia, affiancata da una riforma strutturale della giustizia. Per completezza, c'è da dire che in Friuli Venezia Giulia sono state avviate le procedure per l'appalto dei lavori per il nuovo carcere di San Vito al Tagliamento - che sostituirà quello fatiscente di Pordenone - e che una legge regionale del maggio scorso ha istituito il Garante regionale per i diritti dei minori e dei detenuti (qui). In particolare, nel collegio dei tre membri che compongono l'ufficio, lo scrittore Pino Roveredo ha ricevuto la delega per i diritti dei detenuti. 

Gaetano Toro

lunedì 11 agosto 2014

Nella triste vicenda della morte di un cane in provincia di Foggia, l'assenza degli organi dello Stato

Segnaliamo dal sito Foggiatoday.it la notizia del ritrovamento, in una notte d'estate in un paese del Tavoliere pugliese, di un cane dolorante, dei vani tentativi di un gruppo di ragazzi per salvarlo, dell'incredibile assenza di un qualsiasi organo dello Stato in grado di prestare i soccorsi del caso, e della successiva morte del cane, una vicenda che, a dir poco, fa toccare con mano la distanza, in questo caso, dello Stato da una vita in pericolo, e per la quale esprimiamo tutta la nostra indignazione

Per leggere la notizia completa, cliccare qui.

Gaetano Toro (segnalazione di Lorenzo Lorusso) 

sabato 9 agosto 2014

Lorusso in una lettera al sito "Tipitosti.it": sul tema amianto-GdF, i finanzieri democratici non si faranno intimidire nella ricerca della verità

 


"Mi chiamo Lorenzo Lorusso, sono di Trieste e presiedo un’associazione: il Movimento dei Finanzieri democratici. Scrivo per denunciare una grave ingiustizia: quella perpetrata ai danni di ex finanzieri, che hanno lavorato per anni a contatto con l’amianto."

Così inizia una lettera del presidente del Movimento dei Finanzieri democratici, Lorenzo Lorusso, pubblicata dal magazine online "Tipi tosti".

Per leggere il seguito, cliccare qui.
Gaetano Toro 

venerdì 8 agosto 2014

Ciò che non va nella Guardia di Finanza

 

Segnaliamo la lettura di un articolo dal titolo: "Guardia di Finanza. “C’è qualcosa che non va nel Corpo? Secondo noi sì, c’è qualcosa che non va”, pubblicato sul sito "Donne manager di Napoli",  
cliccare qui.

Gaetano Toro

mercoledì 6 agosto 2014

I militari della Marina esposti amianto, beffati sul riconoscimento dei loro diritti

 

Pubblichiamo di seguito una comunicazione del presidente dell'A.F.E.A. - Associazione Famiglie Esposti Amianto - Onlus, Pietro Serarcangeli, pervenutaci tramite il Coordinamento nazionale amianto

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Vi comunico che, allo stato attuale, agli ex militari della Marina esposti all'amianto per oltre dieci anni e certificati dall'INAIL come "Esposto all'amianto" NULLA viene riconosciuto dal Ministero della Difesa adducendo il fatto che gli imbarcati (e tra questi solo le categorie di macchina: Meccanici, Motoristi, Elettricisti e TUTTI i Sommergibilisti di qualsiasi categoria) hanno percepito, a suo tempo, i cosiddetti "anni cumulativi d'imbarco" perché, così come stabilito dalla vigente normativa, l'imbarco è considerato "LAVORO USURANTE" e quindi, agli imbarcati delle suddette categorie sono stati riconosciuti, ai fini pensionistici, 2 anni in più ogni 5 anni d'imbarco. Con tale motivazione il Ministero della Difesa AFFERMA che il periodo d'imbarco (coincidente purtroppo con il periodo d'esposizione all'amianto) NON può essere VALUTATO DUE VOLTE: si beneficia o degli anni cumulativi d'imbarco oppure degli anni di esposizione all'amianto!!! Questa è una VERGOGNA tutta italiana: CHI ERA AL CORRENTE DI ESSERE ESPOSTO ALL'AMIANTO??? Ci hanno beffati allora e ci beffano di nuovo oggi.

Pietro Serarcangeli - Presidente Nazionale AFEA Onlus

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Gaetano Toro (segnalazione di Lorenzo Lorusso)

venerdì 1 agosto 2014

Amianto - Guardia di Finanza: diritti negati


Cassato, in queste ore, dalla Corte dei Conti centrale, il ricorso, in appello, per esposizione professionale qualificata ultra decennale all’amianto di B. F. (http://www.magazine.tipitosti.it/articolo/amianto-la-battaglia-di-b-f/Coraggiosi), già appuntato in servizio nella Guardia di Finanza, presso la caserma F.lli Bandiera (al molo omonimo) e la caserma Campo Marzio, a Trieste, sede dell’attuale Comando Regionale FVG

Il ricorrente, nel primo livello del giudizio, con particolare riferimento alla Caserma Campo Marzio (dove la causa prevalente dell’inquinamento è stata la vetusta e degradata centrale di trattamento dell’aria che ha veicolato l’asbesto nell’edificio), attraverso il suo perito di parte, aveva ampiamente dimostrato l’esposizione ultra decennale alla letale fibra killer, oltre i limiti di legge, e, nel contempo, aveva chiesto la rinnovazione della consulenza tecnica d’ufficio (CTU), che nel suo conteggio, aveva considerato i valori dell’amianto rilevato, nella centrale dell’aria, a macchine spente e coperte dai collanti prima della bonifica, quindi esponenzialmente inferiori al dato reale; ma il giudice, considerando, erroneamente, il periodo in esame, dal 1989 al 2001, di soli due o tre anni (in realtà circa dodici… cioè più di quanto richiesto per concedere il beneficio) aveva ritenuto di andare a sentenza, negando il ricorso; ma anche era stato segnalato che la CTU, per quanto concerne la caserma F.lli Bandiera, aveva riportato, erroneamente come di 180 metri la distanza tra cantiere navale (che usava l’amianto) e caserma, in realtà adiacenti, dando corso, pertanto, ad un computo di esposizione inferiore. 

Purtroppo, nella sentenza di appello (959/2014) non si evince particolare attenzione alle tali, predette e fondamentali, motivazioni, chiaramente indicate nell’impugnazione; e pure nelle motivazioni finali, dove si parla di difficoltà a ricollocarsi al lavoro (restrizione che non si ritiene potersi assoggettare, in maniera univoca, ai sensi dell’art. 13 L. 257/92, comma 8, cespite del primo ricorso) e di assenza di patologia per amianto, a cui è, semmai, dedicato il comma 7 dello stesso articolo, che non è in questione (…ma, nonostante tutto, l’interessato ne aveva allegata una, riconosciuta dipendente da causa di servizio ministeriale). 

Un caso inquietante, così come anche lamentato dalle parole dell’interessato: “Cassando il mio ricorso i giudici della Corte dei Conti di secondo grado che hanno trattato l’appello, non hanno, prima di tutto, sanato l’errore del loro collega del Friuli Venezia Giulia, ben evidenziato nella mia opposizione: dal 1989 al 2001 non sono due o tre anni ma circa dodici di esposizione all’amianto oltre i limiti di legge; ciò significa, nei fatti, che l’esposizione, avvenuta per centinaia di colleghi che hanno lavorato come me nei luoghi indicati, trattandosi di una causa pilota, non verrà riconosciuta, non si procederà alla necessaria sorveglianza sanitaria per salvare delle vite e i molteplici casi sospetti di ammalati e deceduti, per patologie asbesto-correlate, non verranno indagati e risarciti, se riconosciuti tali; tra l’altro, non mi risulta che il giudice di primo grado abbia passato le carte in Procura, una tale situazione di inquinamento, oltre i limiti di Legge, anche se di soli due o tre anni (…secondo il suo errato conteggio), genera delle conseguenze note e prevedibili… Questa sentenza, inoltre, quale inaccettabile precedente, danneggia pesantemente il diritto dei finanzieri, esposti nei luoghi in questione, e, più in generale, quello di tutti i militari italiani, che hanno giurato fedeltà alla Repubblica e che, stando ai fatti, non vedranno mai riconoscersi il beneficio previdenziale per essere stati esposti, quasi sempre a loro insaputa, al mortale minerale, con la prospettiva di ammalarsi e morire, in barba ai loro affetti più cari, anche dopo 40 anni e più dall’esposizione, senza sapere, neppure, il perché.” 

Lorenzo Lorusso - Presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici 
Lorenzolorusso@yahoo.it 
040-573881 - 347-5471026