sabato 21 giugno 2014

Friuli Venezia Giulia: un alto ufficiale della Guardia di Finanza esposto all'amianto

Il Colonnello della Guardia di Finanza Vincenzo Cerceo è l'ennesima vittima dell'amianto/eternit iscritta nell'apposito Registro Regionale degli Esposti. Lo rende noto all'interessato - che ci ha chiesto di rendere pubblica la notizia - la stessa Azienda Sanitaria ed il Presidente della Commissione Regionale appositamente costituita, per monitorare la drammatica condizione esistente nel Friuli Venezia Giulia ed in particolare a Trieste e Monfalcone.
 
L'alto ufficiale delle Fiamme Gialle, ora in congedo, è il primo ufficiale del Corpo ad essere iscritto nel Registro del Friuli Venezia Giulia dove, almeno fino ad oggi, vi erano finiti circa 50 finanzieri ed alcune delle loro consorti.
 
Forse si tratta del primo caso non solo in Regione ma anche a livello nazionale, non ci risulta, infatti, che altri alti ufficiali del Corpo siano stati esposti alla mortale fibra.
 
Nella Regione Friuli Venezia Giulia, da quanto si apprende da indiscrezioni trapelate, da parte di alcune fonti informative ritenute attendibili, anche un generale degli Alpini sarebbe stato esposto all'amianto ed avrebbe poi contratto il terribile mesotelioma della pleura.
 
Alla luce di questi fatti e del numero elevato degli esposti non resta che chiedersi cos'altro attendono il Governo e la Magistratura competente per intervenire e fare chiarezza sull'argomento.

Trieste, 20 giugno 2014

Lorenzo Lorusso
presidente dei Finanzieri Esposti all'Amianto


Per eventuali altre informazioni fornisco il numero di cellulare del Colonnello Cerceo: 334-3751085

Concorso per marescialli Guardia di Finanza: su "Repubblica", particolari dell'inchiesta della magistratura barese

Su questo blog ne aveva già parlato in un precedente post Vincenzo Cerceo, citando un'inchiesta giornalistica de Le Iene (leggere qui); ieri, sul quotidiano la Repubblica, è apparso un articolo firmato da Gabriella De Matteis e Giuliano Foschini, che rende noti alcuni particolari dell'inchiesta che sta conducendo la Procura della Repubblica di Bari, su presunte mazzette in un concorso per marescialli della Guardia di Finanza.  Per approfondire, rimando al sito di notizie blitzquotidiano.it, ove è possibile leggere alcuni stralci dell'articolo de la Repubblica (cliccare qui).

Gaetano Toro 

giovedì 19 giugno 2014

Encomi anacronistici nella Guardia di Finanza


«[...] Con esemplare dedizione forniva qualificato apporto personale nell'organizzazione logistica delle complesse e articolate attività connesse all'evento di presentazione e promozione mediatica del calendario storico del Corpo 2014».

Parole che sembrano tratte, a parte il riferimento all'anno 2014, dal testo di un film Luce dell'anteguerra, mentre si tratta della motivazione per la concessione di un encomio ad un ufficiale della Guardia di Finanza, parte di un elenco di 171 encomi concessi dai vertici del Corpo, venuto nelle mani del quotidiano Il Giornale:

«E le operazioni sul campo di contrasto alla criminalità economica?» 

si chiede l'autore dell'articolo (dal sito de Il Giornale, 18 giugno), Stefano Sansonetti.

Per leggere l'articolo, cliccare qui. 


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Sicuramente saranno stati concessi encomi, diciamo noi, anche per aver scoperto evasori fiscali o per aver concluso importanti operazioni antidroga, ciò che non va, in tutto questo, è un'altra cosa: poiché gli encomi influiscono sulle progressioni in carriera, risulta evidente come il percorso individuale di un appartenente alla Fiamme Gialle possa essere determinato anche o solo da attività che nulla hanno da spartire con la missione di una polizia economico-finanziaria quale è, o dovrebbe essere, la Guardia di Finanza. Motivazioni come quella citata all'inizio o come altre che si possono leggere nell'articolo di Sansonetti, sarebbero possibili in una Guardia di Finanza smilitarizzata?

Gaetano Toro

sabato 14 giugno 2014

Lorusso a Radio Manà Manà: presidente Renzi, smilitarizzi la Guardia di Finanza!


Il presidente del Movimento dei finanzieri democratici, Lorenzo Lorusso (nella foto), è stato intervistato ieri da Radio Manà Manà (emittente di Roma e del Lazio) sui recenti casi giudiziari che hanno investito alti ufficiali della Guardia di Finanza. Per ascoltare l'intervista, cliccare qui.

Gaetano Toro

venerdì 13 giugno 2014

Historia "se repetit"

 

E’ di questi giorni la bufera che si è abbattuta sulla G.di F. che ha visto coinvolti il Comandante in 2^ , un colonnello in servizio ed un generale in pensione quest’ultimo già agli arresti.

Tutti i personaggi citati sono accomunati dallo stesso tipo di reato quale la corruzione.

Da più parti si sono elevate voci di sdegno ma anche di meraviglia perché si ha la memoria corta, non sappiamo se per ignoranza o mala fede o per oscure altre ragioni.

Ci si è dimenticati con molta leggerezza che sul finire degli anni 70 scoppiò il colossale scandalo dei petroli che vide coinvolti il Comandante Generale Giudice, vari ufficiali del Corpo fra cui il Generale Lo Prete che era responsabile supremo del famigerato “Servizio I” nato fra l’altro per prevenire e reprimere i fenomeni di corruzione del personale.

Il “Servizio I “ fu invece largamente utilizzato per altre finalità fra le quali il pedinamento, la schedatura e la creazione di fascicoli su finanzieri, sottufficiali e ufficiali che avevano avvertito la necessità di un rinnovamento democratico del corpo attraverso la sua smilitarizzazione e sindacalizzazione.

Ci furono atti intimidatori attraverso lo strumento dei trasferimenti immotivati, attraverso assegnazioni di funzioni secondarie specialmente per gli ufficiali con incarichi privi di comando quali direttori di conti, ufficiali di matricola o relatori di conti.

Questa istituzione militare di polizia fiscale, unica nel mondo se si esclude un solo paese della America Latina, noto per mancanza di democrazia, è riuscita ad ottenere che il Comandante Generale sia un ufficiale proveniente dal Corpo .

Il risultato è un’impennata di fatti di corruzione di una gravità intollerabile senza che si sia intervenuti con tempestività cosa difficile da attuare se si esaminano i personaggi coinvolti.

La G.di F. è una istituzione di antiche origini sabaude che non era militare ma che lo divenne negli anni del primo novecento con l’approvazione da parte di un parlamento per pochi voti che non brillava di democrazia .

Durante il fascismo il carattere militare fu rafforzato anche attraverso leggi quale la 4/1929 che dava ampi poteri operativi al limite dei principi democratici, legge rimasta nell’ordinamento repubblicano e solo dopo decenni in parte abolita o modificata.

Va ricordato inoltre che fino al 1979 esisteva una circolare del Comando Generale che schedava il personale in congedo secondo l’orientamento politico, assegnando la qualifica di “bravi Italiani”a quei soggetti che appartenevano ai partiti dell’ordine (la destra fascista).

Il Movimento Democratico dei Finanzieri denunciò la cosa rendendo pubblica la circolare a mezzo stampa e costringendo il Comando Generale ad annullare quel documento che violava i principi costituzionali.

Ricordiamo poi lo scandalo della P2 nei cui elenchi figuravano molti ufficiali nei confronti dei quali non furono presi provvedimenti seri e questi continuarono le loro brillanti carriere.

La storia del Corpo è disseminata da episodi di più o meno eclatanti di corruzione che l’hanno vista protagonista o in alcuni casi spettatrice inoperante.

Secondo un recente studio di ricerca di un mio collega di Accademia perfino durante l’occupazione tedesca di Trieste nel periodo 43-45 il Comando Tedesco ebbe a lamentare e segnalare la corruzione del Corpo.

Alcuni magistrati nel corso delle loro inchieste ebbero a dichiarare che la corruzione del Corpo della G.di F. era un fenomeno endemico.

Se questa è la sua storia, non possiamo meravigliarci più di tanto e sembra ritornare di attualità il pensiero storico-filosofico di G.B.Vico secondo il quale nella storia non si dà un autentico progresso ma al contrario un eterno ritorno di cicli sempre uguali.

Dott.Carmine Buffone, già capitano O.A.in spe della G.di F.

giovedì 12 giugno 2014

Cerceo a Radio Colonia, sugli scandali ciclici che investono la Guardia di Finanza

 

Segnalo l'intervista che Radio Colonia ha fatto a Vincenzo Cerceo, qui, sulle vicende giudiziarie riguardanti alcuni ufficiali della Guardia di Finanza, tra questi il generale Vito Bardi, attuale comandante in seconda. 

Gaetano Toro

Cerceo e Lorusso: subito una Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Guardia di Finanza

            

Vincenzo Cerceo (intervista) e Lorenzo Lorusso (commento) chiedono a viva voce l'istituzione di una Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della corruzione nell'ambito dei dipendenti della Guardia di Finanza. 

Questa è la ricetta che troverete nel link sottostante:

a) l'istituzione di una Commissione Parlamentare di inchiesta sui fenomeni di corruzione che si sono verificati negli ultimi anni nell'ambito dei dipendenti del Corpo;

b) la pubblicazione annuale di tutti i redditi posseduti dagli esponenti di vertice del Corpo (generali, colonnelli, tenenti colonnelli, maggiori, capitani);

c) la sindacalizzazione, la smilitarizzazione e la regionalizzazione del Corpo, mediante le quali c'è la concreta possibilità di controllare dettagliatamente i trasferimenti del personale e le varie assegnazioni;

d) in un’ottica di spending review, la riduzione del 60% dell’organico degli ufficiali superiori.

Per l'intervista a Vincenzo Cerceo a "Lettera 43" e il commento di Lorenzo Lorusso, cliccare qui.

Lorenzo Lorusso

mercoledì 11 giugno 2014

I "Finanzieri democratici", lunedì 16 giugno a "Canale Italia"


 
Lunedì, 16 giugno 2014, saranno ospiti della trasmissione televisiva Notizie Oggi di Canale Italia - emittente che trasmette su tutto il territorio nazionale - il Colonnello della Guardia di Finanza (in congedo) Vincenzo Cerceo e la Prof.ssa Maria Tolone, giornalista ed autrice del libro "Procreava senza l'autorizzazione dei suoi superiori - La Guardia di Finanza vista dai Finanzieri Democratici"

La trasmissione condotta da Vito Monaco - come è consuetudine da alcuni decenni - avrà inizio alle ore 6.00 del mattino con la rassegna stampa ed avrà termine alle ore 8.00. 

Nell'ambito della trasmissione verranno trattati i temi dei recentissimi episodi di corruzione, della smilitarizzazione, della sindacalizzazione e della regionalizzazione della Guardia di Finanza, finalizzati anche ad una drastica e necessaria riduzione del personale dirigente (ufficiali) ed in particolare degli oltre 100 generali in organico. Un generale, tra stipendio, benefit ed appartamento concessogli a titolo gratuito non costa meno di un parlamentare o di un consigliere regionale. Questi ed altri temi riguardanti il fisco al centro della trasmissione del prossimo 16 giugno. 

Lorenzo Lorusso

Per Info: - 347-5471026 oppure 347-9996879


lunedì 9 giugno 2014

Inchiesta amianto alla Breda-Ansaldo di Milano: nove dirigenti rinviati a giudizio

 
 
Un comunicato stampa del Comitato per la Difesa nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni, informa del rinvio a giudizio per omicidio colposo di nove dirigenti della Breda Termomeccanica-Ansaldo di Milano, a seguito del decesso di undici operai per mesotelioma pleurico e di lesioni gravissime per un altro operaio. L'inchiesta ha riguardato il periodo tra il 1973 e il 1985. Il prossimo 26 settembre inizierà il processo dinanzi alla nona Sezione del Tribunale di Milano.

In particolare, si legge nel comunicato stampa, «i dirigenti sono accusati di “aver omesso, in presenza di lavorazioni insalubri che comportavano esposizione sia diretta che indiretta all’inalazione di polveri e fibre di amianto, usato in tutte le fasi delle lavorazioni a caldo quale coibente termico e impiegato addirittura quale giaciglio su cui riposavano tra un turno e l’altro”, di non aver informato i lavoratori “circa i rischi esistenti già conosciuti dalla direzione” e di non aver fornito ai lavoratori mezzi di protezione individuali e collettivi.»

Sono state ammesse come parti civili al processo, oltre al Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, l’Inail, Regione Lombardia e Medicina Democratica.

Così conclude il comunicato del "Comitato":

«Da anni noi lottiamo contro chi afferma e sostiene che i morti sul lavoro e da lavoro sono inevitabili cercando di far luce su tutte le morti innaturali. Insieme a tutte le associazioni e i comitati lottiamo nelle fabbriche, nelle piazze e nei territori, fuori e dentro le aule dei tribunali, perché vogliamo e pretendiamo giustizia. Anche se siamo coscienti di andare contro interessi economici giganteschi, e contro una società che vive e prospera mettendo il profitto prima degli esseri umani, noi non ci arrendiamo. Per noi più di mille morti sul lavoro ogni anno e migliaia di malattie professionali ogni anno sono crimini contro l’umanità. Noi ci battiamo perché gli infortuni e i morti sul lavoro e di lavoro non vadano mai in prescrizione. Contro la monetizzazione della salute e della vita umana, per il rispetto delle leggi sulla sicurezza.» 
 
Gaetano Toro
 
 



giovedì 5 giugno 2014

Accademia della Guardia di Finanza: Mani Pulite?



E’ scoppiato l’ennesimo scandalo a Venezia e vengono fuori coinvolti anche i nomi di ex ufficiali superiori e generali della G.di F

Mi viene in mente ancora una volta come in Accademia non eravamo educati alle mani pulite in certi momenti della vita accademica.

Parlare dell’Accademia non è una mia ossessione ma una costatazione di come una istituzione così importante abbia fallito a volte nella sua primaria finalità nel formare ufficiali, cioè la classe dirigente del Corpo. 

Oltre alla formazione tecnico-professionale, una delle sue finalità è quella di forgiare uomini alle virtù militari con l’accertamento della attitudine militare, ai valori morali nell’espletare il servizio ai fini dello Stato secondo la formula del giuramento solenne. 

Quando ci si sottopone alle prove di accesso all’Accademia, fra le tante prove fisiche, intellettuali, ci sono prove a carattere psicologico con colloqui con ufficiali psicologi. 

La psicologia è una disciplina che se praticata con serietà e vera professionalità dovrebbe accertare le tendenze di un soggetto e credo dovrebbe essere orientata a verificare la solidità morale dei futuri ufficiali. 

Durante i corsi non si è soggetti più a tale disciplina e di moralità si parla poco o niente, mentre si dà peso all’attitudine militare, al valore della competizione, al valore della carriera. 

In nome di questi valori, giovani in via di formazione possono essere spinti a tali valori portandoli verso vie di qualsiasi compromesso in nome della carriera in virtù della meta finale, diventare generale. 

Lo stesso studio ha la finalità di assicurare un posto per il futuro della carriera. 

L’obbedienza militare acritica, secondo i principi dell’attitudine militare, può portare a certi compromessi.

La storia della corruzione degli ufficiali del Corpo porta all’amara considerazione che spesso i corrotti sono ufficiali superiori o generali che erano usciti dall’Accademia con il massimo della valutazione specialmente nell’attitudine militare, caratteristiche che hanno permesso il raggiungimento delle alte vette. 

Il Corpo fortunatamente è pieno di ufficiali che lavorano in silenzio, con correttezza, senza scendere mai a compromessi, senza anteporre la loro carriera raggiungendo gradi spesso non apicali. 

Mi si permetta una citazione personale.

Sono uscito dall’Accademia con le seguenti note caratteristiche che fra l’atro recita:

 “deve acquistare maggiore senso della disciplina;critica ordini e regolamenti”
 Votazione nell’attitudine militare:18/30(il minimo previsto).

Sono stato sempre fiero di quel giudizio e di quel voto. 

Ho lasciato il Corpo con il grado di capitano a domanda con quattro encomi, accordati nonostante avessi espresso la mia contrarietà a tali riconoscimenti passando per folle agli occhi dei carrieristi. 

Ho lasciato il Corpo perché credo nella democrazia, nei suoi veri valori, superiori alla carriera, ai privilegi economici e di altra natura di cui spesso un ufficiale può godere. 

Ho continuato a lavorare nella P.A.nel settore fiscale con lo spirito di servizio per le finalità dello Stato.


Dott. Carmine Buffone 
ex capitano O.A. in spe della G.di F.

Guardia di Finanza: parliamo di arruolamenti


 

Per la verità qualcuno, nei giorni scorsi, ne ha parlato prima e meglio di noi. La recente trasmissione televisiva (Le Iene - Mediaset - del 28 maggio, servizio di Luigi Pelazza) che ha messo in evidenza una asserita ed anche in parte documentata, almeno come tentativo, compravendita di arruolamenti all’interno della Guardia di Finanza, al suono di migliaia di euro che finirebbero, stando a quelle affermazioni, a qualcuno del comando generale del Corpo, mi ha fatto tornare alla mente alcune confidenze che, allorché ero in servizio nel Corpo, ebbi a raccogliere. I casi sono diversi, ma voglio qui citarne uno in particolare, dell’inizio degli anni Settanta. Ero stato invitato ad un matrimonio, di un mio dipendente, bravo finanziere, ed al pranzo di nozze fui fatto accomodare al tavolo dei genitori dello sposo, brava gente meridionale, popolana ma cordialissima ed educatissima. Ad un tratto, il padre, parlando del figlio ora finanziere e sposo, si lasciò andare a qualche confidenza: adesso era diventato una persona seria e responsabile, ma, quando era un po’ più giovane, aveva dato qualche problema ai genitori, tanto che era stata una vera grazia quell’arruolamento nel Corpo, che aveva risolto la situazione. A quel punto intervenne la madre che aggiunse: e quanti soldi ci è costato! Perché abbiamo dovuto pagare per farlo entrare! 

L’imbarazzo grave del marito mi indusse a lasciare cadere il discorso, ma successivamente, chiesi della cosa al mio dipendente, il quale, avendo evidentemente in me fiducia, mi confermò: non solo il padre aveva dovuto pagare ad appartenenti al Corpo per ottenere quell’arruolamento, ma a suo dire anche altri suoi colleghi avevano dovuto ricorrere a quel sistema collaudato e sistematico. Parliamo di 40 anni fa, naturalmente. Oggi, le cose stanno diversamente. O no? Voi cittadini che cosa ne dite? 

Vincenzo Cerceo  
Colonnello in congedo della Guardia di Finanza 
Cell.: 334-3751085

mercoledì 4 giugno 2014

Su "Polizia e democrazia", una recensione del libro di Maria Tolone sulla storia dei Finanzieri democratici

 

Segnalo, dal sito del periodico Polizia e democrazia, la recensione del libro di Maria Tolone: “Procreava senza l’autorizzazione dei superiori”. La Guardia di Finanza vista dai Finanzieri Democratic(Kappa Vu edizioni), a firma di Lorenzo Lorusso, presidente del Mfd

Non è un caso che una recensione del libro che ripercorre la storia dei Finanzieri democratici appaia sul periodico Polizia e democrazia: infatti, come lo stesso Lorenzo Lorusso ricorda nel suo articolo, «di quella battaglia per la rifondazione delle istituzioni di polizia italiane è stato in particolare testimone e protagonista Franco Fedeli, giornalista, prima direttore di «Nuova Polizia e Riforma dello Stato» e poi di «Polizia e Democrazia», che non si è mai lasciato intimidire dalle gerarchie militari ed ha appoggiato il Movimento dei Finanzieri Democratici».

Per leggere la recensione in forma integrale, cliccare qui.

Gaetano Toro