domenica 27 aprile 2014

Verona: un'inchiesta su di una mostra alla Gran Guardia riguarderebbe anche un ufficiale delle Fiamme Gialle

 

Dal sito www.veronasera.it, segnalo la notizia che un ex comandante della Guardia di Finanza di Verona sarebbe stato iscritto, insieme con la moglie, nel registro degli indagati per ipotesi di reato collegate ad un'inchiesta su di una mostra alla Gran Guardia tenutasi l'anno scorso (per i particolari, cliccare qui).

Gaetano Toro

Su "Libero" le "confessioni" di un finanziere impegnato nei controlli fiscali


Riporto di seguito l'inizio di un interessante articolo pubblicato ieri sul quotidiano Libero, sotto il titolo:"Confessioni di un finanziere: «Incasso tangenti per lo Stato»":

"Memorie di un finanziere della polizia tributaria. Si potrebbe intitolare così il sorprendente documento esclusivo che state per leggere. Si tratta della trascrizione, fedele alla lettera, del disarmante sfogo di un disincantato, onesto e preparato maresciallo della Guardia di Finanza, impegnato da diversi lustri nei temutissimi controlli alle imprese". L’uomo [...] ha apparecchiato per Libero uno zibaldone di pensieri, suddiviso in capitoletti, sul suo lavoro di tutti i giorni. Che per lui è diventato un tran tran asfissiante, capace di condurlo quasi al rigetto. Il risultato è questa spietata radiografia che stupisce e, in un certo senso, preoccupa di un mestiere che tanto trambusto porta nelle vite degli italiani. Infatti in questo sfogo il militare dipinge le ispezioni delle Fiamme gialle come un ineluttabile meccanismo stritola-imprenditori il cui obiettivo non sarebbe una vera e sana lotta alle frodi fiscali, ma una fantasiosa e famelica caccia al tesoro indispensabile a lanciare le carriere di molti professionisti dell’Antievasione. «Nel nostro lavoro ci sono forzature evidenti, a volte imbarazzanti», ammette con Libero il maresciallo. Che qui di seguito svela retroscena e segreti dei controlli che intralciano ogni giorno il lavoro di centinaia di imprenditori. Una lettura che potrebbe agitare qualcuno e far alzare il sopracciglio ad altri. Ma a tutti deve essere chiaro che non di fiction si tratta e che domani il nostro maresciallo e la sua pattuglia potrebbero bussare alla vostra porta. Preparatevi a leggere il testo di questo finanziere raccolto in esclusiva da Libero."

Per continuare a leggere l'articolo, rimando al sito di Libero, qui.

In merito ai contenuti dell'articolo, il presidente del  Movimento dei Finanzieri democratici, Lorenzo Lorusso, ha così commentato sul sito dello stesso quotidiano:

"Nella Guardia di Finanza ci sono 10 generali di corpo d'armata, 25 generali di divisione, 69 generali di brigata e 280 colonnelli. Nessuna polizia economico-finanziaria del mondo ha un apparato del genere, sfido chiunque a dimostrare il contrario. Tra l'altro le polizie economico-finanziarie europee sono smilitarizzate ma anche sindacalizzate ed evidentemente funzionano meglio della Guardia di Finanza se il record dell'evasione fiscale è tutto italiano. Le statistiche ci dicono che l'evasione fiscale si aggirerebbe tra i 130 ed i 180 miliardi di euro, mentre nello scorso anno il recupero è stato di appena 13,1 miliardi, circa il 10% dell'evasione totale. Una inezia se consideriamo il vasto spiegamento di forze che il nostro Paese ha messo in campo: sì perchè ai 68.134 dipendenti della Guardia di Finanza (dati ufficiali pubblicati) si vanno ad aggiungere i dipendenti civili dell'Agenzia dell'Entrata, una macchina da guerra che numericamente non è riscontrabile in nessun paese europeo in rapporto alla popolazione residente.
C'è da chiedersi: in tempi di spendig review, ci possiamo permettere ben 3.225 uffciali della Guardia di Finanza ed un apparato fiscale così elefantiaco? Vogliamo considerare altresì che oltre alla Guardia di Finanza abbiamo altre 5 polizie (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Polizia Penitenziaria, Guardie Forestali, Capitanerie di Porto) con compiti che spesso si sovrappongono?  Lorenzo Lorusso - Trieste ""

Gaetano Toro



sabato 26 aprile 2014

Guardia di Finanza: molti dubbi sulla proposta del generale Capolupo


Pubblichiamo di seguito una lettera pervenuta al presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici, Lorenzo Lorusso, da alcuni appartenenti alla Guardia di Finanza. Come richiestoci dagli stessi firmatari, la riportiamo senza l'indicazione dei nominativi.

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Gentile presidente dei Finanzieri Democratici,
 
siamo – come potrà vedere dalle firme che abbiamo coraggiosamente apposto in calce – 45 appartenenti alla Guardia di Finanza, tutt’ora in servizio, nei vari ruoli (Ufficiali, Ispettori, Sottufficiali, Graduati e Finanzieri) e La preghiamo di darci spazio sul Blog per esternare il nostro pensiero critico, relativamente all’iniziativa recentemente posta in essere dal Generale C.A. Saverio Capolupo.

Molti di noi hanno prestato servizio in città, luoghi o caserme, nei quali il livello di esposizione all’amianto era ed è particolarmente elevato, già certificato dalle Aziende Sanitarie.

Tutto ciò premesso, ed in considerazione che nessuno di noi è riuscito ad ottenere il previsto curriculum lavorativo, necessario per iniziare l'iter contemplato dalla Legge 257/1992, ci appare come una presa in giro l’asserita preoccupazione del Comandante Generale espressa nella nota datata 07/04/2014 e pubblicata persino sul sito ufficiale della Guardia di Finanza sia nella parte accessibile a tutti sia in intranet (Veda cortesemente il documento pubblico allegato). Molti di noi hanno ricevuto questa nota direttamente nella posta elettronica personale, ovvero quella assegnata dalla GdF a tutti coloro che sono in attività di servizio.
 
Secondo il Generale Capolupo, destinando il 5X1000 all’Ente Editoriale del Corpo (e non si sa perché proprio all’Ente Editoriale) il personale del Corpo ed i loro familiari verrebbero (quando? Ed in che forma?) a godere di non si sa quali benefici assistenziali riguardanti la salute.

Considerata la premessa che abbiamo fatto riguardo all’amianto/eternit ci sembra persino di cattivo gusto quanto proposto da Capolupo (pensi prima a dare a Cesare quel che è di Cesare e poi, semmai...), che comunque resta vago ed a nostro avviso indefinito, ma quello che ci fa più rabbia è il tenore della lettera, che, nel rivolgersi, a dei professionisti quali crediamo di essere, ci viene persino spiegata la differenza tra il 5X1000 e l’8x1000, come se fossimo degli sprovveduti. Ma poi, Sig. Capolupo, Lei è sicuro che l’8X1000 (così come ci ha scritto) vada dato alle confessioni religiose e non anche allo Stato? Lei che lo Stato lo rappresenta avrebbe dovuto, semmai, sponsorizzare lo Stato e non le confessioni religiose. Non Le pare? Oppure decide tutto Lei, anche per noi?!

Gentile presidente, non Le rubiamo altro spazio o tempo utile ed, oltre alla eventuale pubblicazione della nostra lettera, Le chiediamo solo (per ovvie ragioni di opportunità) di omettere le nostre firme e di inserire la dicitura “lettera firmata”, così come prevede la legge sulla stampa che Lei ben conosce, essendo un iscritto all’Ordine dei Giornalisti.
 
Un grazie anticipato da tutti noi per quello che potrà fare. 

Lettera firmata
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Riguardo la comunicazione del Comandante generale e le istruzioni per la scelta del 5 per mille citate nella lettera pubblicata sopra, trattandosi di documenti di dominio pubblico, rimando, per la loro consultazione, al sito internet della Guardia di Finanza (cliccare qui).

Gaetano Toro

venerdì 25 aprile 2014

Ringraziamenti all’On.le Maurizio Turco

 

Sono Maria Tolone, autrice del libro “Procreava senza l’autorizzazione dei suoi superiori – La Guardia di Finanza vista dai Finanzieri Democratici”, con la presente intendo ringraziare l’On.le Maurizio Turco, Tesoriere del Partito Radicale, che ho avuto l’onore e il piacere di conoscere lo scorso 22 marzo, in occasione della presentazione del testo presso lo storico Caffè Tommaseo di Trieste.

Nella persona di Maurizio Turco convivono l’anima del politico attento e preparato e quella umana in grado di entrare in empatia con i suoi interlocutori. Mi auguro che la nostra nazione sia in grado di avere sempre di più esponenti politici come Turco, saremmo sicuramente un Paese migliore.

Maria Tolone – Trieste

martedì 22 aprile 2014

Sull'unificazione delle polizie, serve uno scatto di reni



Da qualche tempo è tornato il dibattito sulla unificazione delle forze di polizia, da ultimo nell'ambito delle proposte sulla "revisione della spesa" avanzate dal commissario ad hoc, Carlo Cottarelli. In un precedente articolo, (qui), avevamo parlato della posizione contraria del Cocer dei Carabinieri; visitando il sito dell'associazione "Finanzieri cittadini e solidarietà" (Ficiesse), apprendiamo di un dibattito interno tra perplessi (se non contrari), come il segretario Vincenzo Vacca, e favorevoli, come l'ex segretario Carlo Germi. Qui non interessa guardare dal buco della serratura ciò che succede in altre associazioni, perché, comunque, il dibattito interno è fisiologico in ogni organismo; ciò che viene da dire è che le proposte di unificazione di burocrazie si sono sempre scontrate con gli interessi "particolari" degli "unificandi",  timorosi di perdere la propria identità in un nuovo contenitore o, man mano che si sale nella scala gerarchica, timorosi di perdere le "piccole-grandi" aree di privilegio connesse al proprio status. Serve, secondo me, uno scatto di reni, andare oltre l'ostacolo: l'unificazione porterà maggiore efficienza nell'impiego degli uomini e dei mezzi, un risparmio per il bilancio dello Stato (valutato da Cottarelli in 800 milioni nel 2015 e 1,7 miliardi nel 2016) e, aspetto non secondario, la possibilità, per la Guardia di Finanza, di superare l'attuale, anacronistico, assetto militare.

Gaetano Toro

sabato 19 aprile 2014

Il senatore Battista interroga il governo sul caso amianto-Guardia di Finanza


Il presidente Lorenzo Lorusso ci comunica che, a seguito del recente incontro avuto da una delegazione del Movimento dei Finanzieri Democratici con il senatore del Gruppo Misto, Lorenzo Battista, (vedi qui), lo stesso parlamentare ha presentato, con la senatrice Laura Bignami, un'interrogazione rivolta ai ministri Padoan (Econonia) e Lorenzin (Salute) sul tema della presenza della fibra di amianto nelle strutture in uso alla Guardia di Finanza, e di conoscenza su quali azioni, a tutela della salute del personale in servizio e in congedo, voglia adottare il Corpo . 

Riporto di seguito il testo integrale dell'interrogazione, tratto dal sito del Senato della Repubblica:

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Atto n. 4-02086

Pubblicato il 16 aprile 2014, nella seduta n. 232

BATTISTA , BIGNAMI -

Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della salute. -

Premesso che:


si sono verificati numerosi casi di patologie asbesto correlate e di mesotelioma della pleura tra il personale della Guardia di finanza a seguito della prolungata esposizione all'amianto durante il servizio;


nonostante la legge 27 marzo 1992, n. 257, preveda disposizioni relative alla cessazione dell'amianto, è stata recentemente accertata la presenza di microfibre di eternit nelle caserme e in molti posti di servizio della Guardia di finanza nonché sugli elicotteri che hanno in dotazione;


considerato che:


il consiglio centrale della rappresentanza militare e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino hanno più volte sollecitato una mappatura delle caserme e dei luoghi di servizio considerate ad alto rischio per il personale;


risulta agli interroganti che, fino a pochi mesi fa, la Guardia di finanza procedeva a sequestri di amianto nelle discariche abusive senza operare con le necessarie protezioni previste sia dalla legge del 1992 che dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626;


risulta agli interroganti che il comandante generale della Guardia di finanza, Saverio Capolupo, nel riferire per iscritto al Co.Ce.R. ha comunicato che relativamente alle problematiche afferenti alla tutela della salute del personale «lo Stato Maggiore, nel mese di luglio 2012, ha avviato una autonoma attività di monitoraggio e mappatura a livello nazionale, con lo scopo di acquisire un quadro di situazione sulla presenza di amianto nei siti e nelle infrastrutture in uso al Corpo»;


negli ultimi anni il numero degli iscritti nei registri regionali degli esposti è aumentato in maniera esponenziale tra il personale della Guardia di finanza,


si chiede di sapere:


se i Ministri in indirizzo, per quanto di loro competenza, non ritengano opportuno rendere pubbliche le mappature effettuate dalla Guardia di finanza, affinché gli interessati possano conoscere il livello di esposizione all'amianto che hanno subìto per ragioni di servizio e possano, quindi, celermente accedere ad un necessario programma di cura;


se e quali provvedimenti intendano adottare per salvaguardare la salute del personale, in servizio ed in congedo, della Guardia di finanza, alla luce di quello che a parere degli interroganti si configura come un mancato rispetto, da parte delle alte gerarchie del Corpo, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.

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Gaetano Toro

mercoledì 16 aprile 2014

"Andremo nelle scuole a spiegare la nostra idea di Guardia di Finanza e di equità fiscale"



Quando è stato presentato a Trieste il libro “Procreava senza l’autorizzazione dei suoi superiori - La Guardia di Finanza vista dai Finanzieri Democratici” – alla presenza di centinaia di persone – la professoressa Ester Brusadelli si è presentata con la sua classe dell’Istituto Tecnico “Grazia Deledda” del capoluogo giuliano, perché, disse: «questa è una lezione di storia vera, dal vivo».

Oggi siamo venuti a conoscenza del fatto che anche la professoressa Elsa Zibai, in un altro istituto triestino, ha addirittura tenuto una lezione di storia sui contenuti del libro, che sono stati molto apprezzati dagli studenti.

Queste iniziative non solo ci inorgogliscono e ci fanno capire che stiamo sulla strada giusta per raggiungere i nostri obiettivi di equità fiscale e di massima trasparenza nelle istituzioni, ma ci suggerisce la possibilità di proseguire con iniziative analoghe. Infatti, ci siamo detti: «se, come accade spesso, nelle scuole ci vanno capitani e colonnelli della Guardia di Finanza per spiegare le loro idee di fisco e gli strumenti che adoperano per contrastare l’evasione fiscale, perché mai non dovremmo andarci anche a noi per parlare degli stessi argomenti ma con angolazioni diverse?»

La Guardia di Finanza esiste da 240 anni e, nonostante i suoi sforzi, l’evasione fiscale galoppa a ritmi da guinness dei primati, allo stato attuale è stata stimata una evasione di circa 130 miliardi di euro, mentre il recupero, posto in essere dall’azione combinata dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza, si attesta intorno al solo 10% circa. Orbene, forse c’è qualcosa che va rivisto nelle strategie adottate per la lotta all’evasione fiscale, questo è il nostro parere. Si potrebbe cambiare partendo proprio dalla struttura organizzativa della Guardia di Finanza, rendendola più snella, riducendo considerevolmente il numero elevato dei suoi generali, che costano tantissimo allo Stato – tra stipendi e benefit – e che hanno solo compiti di comando ma non operativi nel senso stretto del termine. Avete mai visto un generale di divisione partecipare sul campo ad una verifica fiscale?


Lorenzo Lorusso – presidente nazionale del "Movimento dei Finanzieri Democratici"

martedì 15 aprile 2014

F35, se anche gli Usa li definiscono aerei "difettosi e inaffidabili"...

Gli argomenti di chi critica il programma di acquisto degli F35 hanno motivazioni di tipo economico (taglio della spesa pubblica) e di destinazione di risorse al "sociale" largamente inteso, piuttosto che all'acquisto di "strumenti di guerra" (anche se nell'ottica difensiva). Ma ci sono anche argomenti di tipo tecnico, se lo stesso Ministero della Difesa degli Usa definisce gli F35 apparecchi difettosi e inaffidabili.

Per maggiori dettagli, leggere qui, un articolo tratto dal sito quifinanza.it 
(Notizia segnalata da Lorenzo Lorusso)

Gaetano Toro

venerdì 11 aprile 2014

I "Finanzieri esposti all'amianto" aderiscono al "Coordinamento Nazionale Amianto"


Il Movimento dei Finanzieri Democratici, Dipartimento dei Finanzieri Esposti all'Amianto, nei giorni scorsi, ha aderito ufficialmente al Coordinamento Nazionale Amianto, di cui fanno parte altre associazioni ed autorevoli esperti del settore.

Il numero dei Finanzieri, di ogni grado, in servizio ed in congedo, iscritti nei Registri degli Esposti, aumenta in maniera esponenziale con il trascorrere del tempo e con l'avvicinamento al picco massimo previsto dal Prof. Claudio Bianchi di Monfalcone (GO) per gli anni 2018/2020.

Nel frattempo, coordinati da uno staff di legali, chimici e medici legali, l'associazione dei Finanzieri Esposti sta predispondendo un dossier che prossimamente verrà inviato alla Magistratura per le valutazioni di competenza.

Lorenzo Lorusso

mercoledì 9 aprile 2014

I Finanzieri Democratici hanno incontrato il sen. Battista


Lo scorso 5 aprile, una delegazione del Movimento dei Finanzieri Democratici composta dal presidente Lorenzo Lorusso, dal colonnello in congedo della Guardia di Finanza Vincenzo Cerceo, e dalla prof.ssa Maria Tolone (autrice del libro “Procreava senza l’autorizzazione dei suoi superiori. La Guardia di Finanza vista dai Finanzieri Democratici”), si è incontrata con il Senatore del Gruppo Misto Lorenzo Battista (nella foto). Il colloquio è stato cordiale e proficuo, i Finanzieri Democratici hanno esposto la loro idea di Guardia di Finanza, una struttura che andrà rimodernata e ridimensionata affinché possa rientrare nell’ambito dei parametri europei, che prevedono polizie finanziarie sindacalizzate e non militarizzate, con articolazioni più snelle e meno costose. Un forte risparmio di energie e di fondi, che farebbe un gran bene anche alla spending review di Renzi e Cottarelli, sarebbe sicuramente la cessione di tutto il naviglio del Corpo alla Guardia Costiera. Su questo tema sono diversi i parlamentari, di vari schieramenti politici, che si sono visti disponibili ad un accorpamento dei mezzi affinché non ci siano più sovrapposizioni di compiti e si possano recuperare rapidamente svariate centinaia di milioni di euro.

sabato 5 aprile 2014

Un servizio delle "Iene" svela un grave retroscena della missione militare italiana in Iraq


Che non si fosse trattato di una missione di pace già lo sapevamo, la pace si porta con la Croce Rossa, con la Protezione Civile, con i mezzi di sostegno alla popolazione civile, non certamente con i cacciabombardieri e con i mezzi blindati terrestri. Però, questa pubblica dichiarazione, se accostata ad altre dello stesso tenore che furono fatte all'epoca dei fatti, stravolgono il presunto ruolo eroico e sociale che secondo alcuni governi ed i mass media avrebbero avuto i soldati italiani, ci trasmettono una seconda e sconcertante verità. Per ascoltare l'intervista di Luigi Pelazza (Le Iene, Mediaset, 2 aprile), cliccare qui

Lorenzo Lorusso

mercoledì 2 aprile 2014

Importante adesione del segretario della FLP Finanze del FVG alle posizioni dei Finanzieri Democratici

In merito al post pubblicato ieri dal presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici, Lorenzo Lorusso (A “Porta a Porta” si è parlato di evasione fiscale), ci è pervenuta un'importante adesione, quella del segretario regionale della FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche) Finanze del Friuli Venezia Giulia, Guido Zampiron:

""Gentile Lorusso, in qualità di segretario regionale della FLP Finanze del FVG mi congratulo per le parole espresse nei confronti di evasori e corrotti i soliti noti a tutti che da decenni imperversano nel nostro Paese impuniti. 
Cordiali saluti. Guido Zampiron ""

Gaetano Toro

martedì 1 aprile 2014

A “Porta a Porta” si è parlato di evasione fiscale




L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, insieme, non riescono a recuperare neppure il 10% dell’evasione fiscale globale, un fallimento che deve fare riflettere in vista dei tagli che il Governo – tramite Cottarelli – dovrà presto effettuare

E’ la prima volta che il noto conduttore televisivo Bruno Vespa affronta il problema dell’evasione fiscale, dedicandogli una intera trasmissione ed ospitando anche delle menti critiche e non solo i soliti esponenti politici o dirigenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

I dati sciorinati dal vicedirettore dell’Agenzia delle Entrate hanno convinto poco sia i telespettatori sia gli autorevoli ospiti in studio, tra i quali il presidente della CGIA  di Mestre Giuseppe Bortolussi , già ospite del Movimento dei Finanzieri Democratici nell’ambito di un convegno tenutosi qualche tempo fa a Mestre. A quel convegno c’era anche il prof. Raffaello Lupi, autorevole economista di fama internazionale, che, già all’epoca, aveva condiviso pienamente la linea dei Finanzieri Democratici per battere l’evasione fiscale.

L’evasione fiscale italiana, tra le più alte del mondo, secondo alcune stime di economisti italiani ma anche internazionali, si attesterebbe tra i 120 ed i 150 miliardi di euro, pari a circa 7 anni di manovre finanziarie lacrime e sangue, ovvero quelle che oggi vengono denominate con termini eufemistici e vezzeggiativi quali: “legge di stabilità”, “manovrina”, “decreto salva Italia”, ecc..

Il vicedirettore del MEF ammette che di questi 120/150 miliardi di euro evasi solo 13,1 circa sarebbero quelli che verranno recuperati, comprese le sanzioni amministrative aggiuntive che poco o nulla hanno a che fare con l’evasione reale.

Ma in quali settori è più alta l’evasione? A quanto pare – se la matematica e la statistica non rappresentano delle opinioni – ci sono imprenditori e liberi professionisti che hanno dichiarato meno di uno solo dei loro dipendenti, con delle medie nazionali poco credibili. E così, a quanto pare, mentre il figlio dell’operaio o dell’impiegato medio che va all’università paga delle tasse elevate ed insopportabili, il figlio del gioielliere, del dottore commercialista, dell’imprenditore edile, del notaio o del proprietario di una grande palestra finisce per pagare la metà o, addirittura, riceve pure un sussidio.

La Guardia di Finanza, che quando scoppiò lo scandalo della Parmalat siseppe non andava in quell’azienda da circa 22 anni per una verifica totale, oggi scopre che un anziano, apparentemente nullatenente, era proprietario di ben 48 appartamenti abusivi che dava in affitto in nero da moltissimi anni. Ma ci sono voluti più di 20 anni di evasione per arrivare a lui, con tecniche e strumenti diversi ci si sarebbe potuti arrivare subito.

Se il commissario per la spending review, Carlo Cottarelli, guardasse questo blog dei Finanzieri Democratici sappia che noi siamo pronti a collaborare con lui per indicargli dove potrebbero essere effettuati dei tagli alla spesa, senza danneggiare con inutili tasse e balzelli i già tartassati lavoratori dipendenti ed i pensionati. Daremo volentieri il nostro contributo per una giustizia fiscale equa e non vessatoria.

Lorenzo Lorussopresidente nazionale del Movimento dei Finanzieri Democratici

Per info e contatti: ilmovimentofd@yahoo.it

Cottarelli: "Che cosa c'entrano i "baschi verdi" con una Guardia di Finanza, polizia finanziaria?"


Il commissario per la revisione della spesa pubblica, Carlo Cottarelli, ha trattato, nella sua audizione in Senato dello scorso 18 marzo, anche il caso della Guardia di Finanza.

Su L'Huffington Post, del 18 marzo, in un articolo a firma di Giulia Belardelli, si parla dell'attenzione che Cottarelli  ha rivolto ai reparti "antiterrorismo pronto impiego" (Atpi), comunemente conosciuti come "baschi verdi". Queste le parole del commissario alla spesa:

“Perché la Guardia di Finanza deve avere un reparto antisommossa, visto che è una polizia finanziaria? […] Questi – ha aggiunto – sono i casi in cui intervenire”. 

Così prosegue la giornalista: «La Guardia di Finanza preferisce non commentare l’uscita del commissario – “non facciamo valutazioni politiche”, è la posizione ufficiale – ma non è difficile fiutare il malumore di un corpo militare che proprio nei Baschi Verdi ha sempre visto uno dei suoi fiori all’occhiello. Come spiega il capitano Jacopo Allera, comandante del nucleo operativo dei Baschi Verdi di Venezia [in un'intervista al periodico Atlas Orbis, ndr]: "Dopo l’attentato alle Torri Gemelle, la nostra attività operativa ha visto crescere l’attenzione verso gli obiettivi cosiddetti ‘sensibili’. Di conseguenza il ruolo della componente Atpi è diventato sempre più importante, in quanto la tipologia di servizi prerogativa di tale personale specializzato ha registrato una crescita importante”».

L'articolo ricorda correttamente che i "baschi verdi" nacquero negli anni ottanta, durante gli "anni di piombo", come supporto all'azione di contrasto al terrorismo. Ma oggi – è il quesito sollevato da Cottarelli – che senso ha per un corpo di polizia finanziaria avere un reparto antisommossa?

Oggi più di ieri, a mio parere, non ha senso che esista un reparto antiterrorismo nella Guardia di Finanza, come non hanno senso le competenze in materia di polizia marittima, di ordine pubblico, di "difesa politico-militare delle frontiere e, in caso di guerra, alle operazioni militari", di polizia militare e di polizia giudiziaria militare. Al paese serve una polizia economica e finanziaria ad ordinamento civile, che abbia nella lotta all'evasione fiscale il suo compito principale, e che riconosca ai suoi appartenenti, in quanto non più militari, il riconoscimento dei diritti sindacali. 

Le parole di Cottarelli, serviranno a smuovere il dibattito sulla smilitarizzazione della Guardia di Finanza?


Gaetano Toro

Siamo il paese delle cinque polizie, francamente troppe


La notizia non è di oggi, ma, secondo me, vale riprenderla, perché il tema della revisione della spesa pubblica portato avanti dal commissario del governo, Carlo Cottarelli, rimane all'ordine del giorno. Cottarelli, tra le altre cose, ha affrontato anche l'anomalia tutta italiana dei cinque corpi di polizia, con conseguenti duplicazioni di funzioni e di apparati. 

In un'audizione al Senato dello scorso 18 marzo, Cottarelli ha parlato di possibili risparmi per 800 milioni nel 2015 e 1,7 miliardi nel 2016, attraverso un maggior coordinamento tra le cinque polizie che, complessivamente, costano allo Stato circa 20 miliardi annui. Lo stesso commissario ha citato il caso francese, che ha visto l'unificazione di Géndarmerie e Polizia, corrispondenti alla nostre Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato. Anche solo l'aver ventilato un'ipotesi del genere, ha provocato, come informa un articolo de L'Huffington Post del 19 marzo di Giulia Belardelli, l'irrigidimento del ministero della Difesa, sensibile alla posizione contraria espressa dal Cocer Carabinieri (qui, dal sito forzearamte.org). 

L'ammodernamento di uno Stato passa anche dal superamento della difesa del proprio "particulare".

Gaetano Toro