giovedì 27 marzo 2014

"Il partito della Polizia", un libro di Marco Preve, svela il "dietro le quinte" della Polizia di Stato


È uscito da poco per Chiarelettere il libro di Marco Preve (giornalista de la Repubblica), "Il partito della Polizia", il cui sottotitolo, "Il sistema trasversale che nasconde la verità degli abusi e minaccia la democrazia", indica al lettore il punto di vista dell'autore.

Ferruccio Sansa, sul sito de Il fatto Quotidiano (21 marzo), così parla del libro:

""[...] Il cardine del Partito della polizia è rappresentato dalla ricostruzione del gruppo di potere che ruota attorno a Gianni De Gennaro. Molte pagine sono dedicate ai rapporti con la politica e il legame con esponenti della sinistra come Luciano Violante (non è l’unico, però, a coltivare amicizie a prova di condanna con i super poliziotti).

Preve non si ferma qui. Racconta le carriere di poliziotti incappati in clamorosi incidenti professionali. Tratteggia la sorprendente rete di protezione di cui hanno goduto i super poliziotti condannati per la macelleria messicana e le false molotov nella Diaz del G8; gli appalti da centinaia di milioni gestiti da detective con scarsa dimestichezza con la matematica. Fino al capitolo dedicato alle opacità nella scelta dei membri della Direzione investigativa antimafia. [...] 

Un’inchiesta scomoda, quella di Preve, ma non contro la polizia. Anzi. Il riconoscimento dell’importanza e della delicatezza del suo ruolo esige particolare rispetto, ma anche trasparenza. Un libro che è un contributo per trasformare la polizia e ridare fiducia ai tanti commissari Montalbano che lavorano in tutte le questure d’Italia."" (per leggere l'intero articolo, cliccare qui).

Il libro è stato presentato ieri, 26 marzo, nel corso della trasmissione di Concita De Gregorio, Pane quotidiano (Raitre): ospiti, l'autore e il segretario del Coisp (Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia), Franco Maccari (per vedere il programma, cliccare qui).

Gaetano Toro 

mercoledì 26 marzo 2014

Le immagini della presentazione del libro sui Finanzieri Democratici a Trieste

Ancora sulla giornata di Trieste, sabato scorso, ove al Caffè Tommaseo è stato presentato il libro di Maria Tolone "«Procreava senza l'autorizzazione dei suoi superiori» - La Guardia di Finanza vista dai Finanzieri Democratici" (Kappa Vu Edizioni, Udine 2013), rimando al sito di Radicali italiani, e alle belle fotografie scattate da Marco Gentili (cliccare qui)

Aggiungo anche il (qui) all'articolo apparso sul sito del quotidiano Il Piccolo a firma di Ugo Salvini, il 23 marzo.


Gaetano Toro

lunedì 24 marzo 2014

Si può essere onesti in Italia? Lettera aperta al comandante della Tenenza di Ronchi dei Legionari (Gorizia)



Mio figlio Luca, nei mesi scorsi, essendo già laureato in lingue e letterature straniere, è stato a Mosca per un lungo corso di aggiornamento riguardante la lingua russa. Al suo rientro ha fatto scalo all’aeroporto di Roma Fiumicino, laddove gli è stato controllato per ben due volte – dalla Polizia di Stato prima e dalla Guardia di Finanza poi – il suo passaporto ed i suoi bagagli. Ovviamente tutto in regola.

Come se non bastasse, quando è giunto all’aeroporto di Ronchi dei Legionari (Gorizia) con volo interno (avrebbe voluto e potuto prendere il treno a Roma ma per arrivare prima e più comodamente ha optato per l’aereo) la Guardia di Finanza gli ha controllato ancora una volta tutti i bagagli, proprio come se fosse possibile fare del contrabbando da Roma a Trieste, ovvero nell’ambito della stesso Paese. E, quando gli è stato chiesto persino di esibire un documento di identità, lo ha fatto dando ai due finanzieri la sua carta d’identità. «Non basta!», si è sentito rispondere in maniera seccata da uno dei due, «mi esibisca il suo passaporto». Mi chiedo: ma per venire da Roma a Trieste occorre il passaporto? Bossi, è forse riuscito a fare la secessione?

Mio figlio che è un ragazzo onesto, incensurato e non ha nulla da temere da qualunque controllo, ha esibito il passaporto (avrebbe potuto anche non farlo visto che è un cittadino italiano e proveniva da Roma), che mostrava una marca da bollo che era scaduta durante la sua permanenza a Mosca. In un paese straniero e non comunitario avrebbe mai potuto acquistare la marca da bollo scaduta? Quando è partito dall’Italia non lo era e, probabilmente, questo dettaglio è stato valutato con sagacia dagli agenti della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Roma, tant’è che nulla avevano obiettato.

Morale della favola, i due zelanti finanzieri della Tenenza di Ronchi dei Legionari, hanno redatto un verbale irrogando una sanzione di 103,00 euro, a fronte di una presunta evasione di una marca da bollo di soli 40,29 euro. Per me che sono venuto a conoscenza del fatto è una vergogna che si cerchi il pelo nell’uovo degli onesti cittadini mentre alla vera evasione fiscale viene fatto il solletico e risulta solo minimamente sfiorata. Lo dimostrano i dati da guinness dei primati dell’evasione fiscale italiana, che, nonostante i 65.000 agguerriti finanzieri sparsi su tutto il territorio nazionale, continua a galoppare, a quanto pare, poco disturbata se consideriamo che alla Parmalat – quando scoppiò lo scandalo – non effettuavano una verifica fiscale globale da circa 22 anni.

Caro comandante della Tenenza di Ronchi dei Legionari, è così che fate la lotta all’evasione? Glielo dico senza offesa perché anche io ho fatto parte del Corpo della Guardia di Finanza e vorrei che tutto andasse diversamente, ma glielo dico anche con molta amarezza e senso di disagio considerato che oltre ad essere un ex dipendente sono pure un contribuente.

Lorenzo Lorusso - Trieste

domenica 23 marzo 2014

La smilitarizzazione della Guardia di Finanza torna d'attualità



Un'affollata sala del Caffè Tommaseo di Trieste (oltre un centinaio persone), è stata teatro ieri della presentazione del libro di Maria Tolone: "«Procreava senza l’autorizzazione dei suoi superiori». La Guardia di Finanza vista dai Finanzieri Democratici”. Hanno parlato i protagonisti in carne e ossa di gran parte delle vicende documentate nel libro; erano presenti anche il fondatore, nel lontano 1976, dei "Finanzieri Democratici", Vincenzo Montenegro, e un altro esponente storico del "Movimento", Vincenzo Cretella. L'intervento del radicale Maurizio Turco, ha permesso di attualizzare il tema della smilitarizzazione della Guardia di Finanza, con una proposta concreta di coinvolgimento delle attuali rappresentanze militari.

Cliccando qui, si può ascoltare l'audio integrale della presentazione del libro, grazie alla registrazione di Radio radicale.

Gaetano Toro

martedì 18 marzo 2014

Sabato 22 marzo, a Trieste, la presentazione del libro di Maria Tolone sui "Finanzieri Democratici", con il radicale Maurizio Turco

«Procreava senza l'autorizzazione dei suoi superiori». La Guardia di Finanza vista dai finanzieri democratici


Sabato 22 marzoalle ore 11.30, presso l’Antico Caffè Tommaseo di Trieste, l’Onorevole Maurizio Turco, Tesoriere del Partito Radicale e già parlamentare europeo, sarà ospite di un incontro-dibattito nel quale verrà presentato il libro della professoressa Maria Tolone, "«Procreava senza l'autorizzazione dei suoi superiori». La Guardia di Finanza vista dai Finanzieri Democratici"

Il testo, pur essendo uscito di recente nelle librerie e su internet (edito dalla Kappa Vu di Udine), ha ottenuto un inaspettato successo da parte dei lettori anche sul sito Mondadori.it.

Nel libro viene affrontato il tema scottante dei referendum negati, ovvero il perché la Corte Costituzionalebocciò i referendum promossi dal Partito Radicale. Questioni politiche, giuridiche e storiche, che si intrecciano con la negazione, per il personale della Guardia di Finanza, di tutti quei diritti costituzionali e sindacali invece garantiti a tutti gli altri cittadini italiani ed europei.

In un momento in cui il fisco è più che mai forte con i deboli e debole con i forti, il nostro debito pubblico è tra i più alti del mondo e l’evasione fiscale galoppa a ritmo da guinness dei primati, chi dovrebbe far fronte a tutto questo è una Guardia di Finanza che, a quanto pare, mostra molte lacune a causa di una struttura organizzativa arcaica ed elefantiaca, basata sulla militarità, con un numero abnorme, sproporzionato, di generali e colonnelli, che gravano con i loro privilegi, mai intaccati dalla spending review, sulle già disagiate casse dello Stato. L’unica polizia tributaria/finanziaria d’Europa ancora non sindacalizzata e smilitarizzata è proprio la Guardia di Finanza, una vera e propria anomalia pure nel panorama fiscale mondiale. Anche per questo i Finanzieri Democratici si chiedono da tempo: il costo della Guardia di Finanza è proporzionato ai risultati ottenuti?

Tra i relatori la Professoressa Alessandra Kersevan ed il Dott. Vincenzo Cerceo, già Colonnello della Guardia di Finanza. Modera il dibattito Lorenzo Lorusso, counselor e giornalista.

                                                                  Lorenzo Lorusso
(Per info: 347-9996879 oppure 347-5471026)

domenica 16 marzo 2014

Benvenuti nel blog!


Con la presente mi rivolgo non solo ai Finanzieri Democratici ma a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro Paese, con un apparato fiscale e giudiziario quale quello italiano non andremo molto lontano.

Ecco perché, ormai da anni, il Movimento dei Finanzieri Democratici – nato nel 1976 – propone una radicale riforma fiscale e tributaria che preveda la sindacalizzazione e la smilitarizzazione della Guardia di Finanza. Ma non solo. Una razionalizzazione di tutte le Forze di Polizia, a nostro parere sono troppe e malamente articolate, in nessun paese del mondo troveremo ben sei enormi strutture elefantiache: Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Corpo Forestale, Polizia Penitenziaria e Capitanerie di Porto. Il prof. Pino Arlacchi – stimato docente universitario e grande esperto di mafie e di polizie internazionali – proponeva già 20 anni fa di convogliare tutto il naviglio delle varie polizie sotto un unico comando, quello della Capitaneria di Porto, per liberare risorse umane utili al Paese in altri contesti e per risparmiare sull’organizzazione e le strutture navali. Un piccolo ma raffinato accorgimento che se fosse stato posto in essere già all’epoca ora avremmo risparmiato tanto ed il nostro Paese avrebbe bisogno di un minore numero di tagli. L’Italia ha più forestali del Canada e più generali e colonnelli dell’Esercito degli Stati Uniti, provate a fare le dovute proporzioni con le estensioni e le rispettive popolazioni degli stati citati ed avrete davvero delle grosse sorprese.

Ma veniamo a noi, veniamo al Movimento dei Finanzieri Democratici, il quale, grazie al certosino lavoro di Gaetano Toro – che ringrazio sentitamente per la grande mole di lavoro svolto – è riuscito ad avere una significativa presenza su Ekopedia ed ora inaugura, per la prima volta, il suo blog.

Nelle ultime due settimane abbiamo fatto la nostra comparsa anche su Facebook, ricevendo subito un inaspettato quanto gradito numero di consensi. Devo dire che per quest’ultimo nutrivo molti dubbi, non sono mai stato un amante dei social network ma poi ha prevalso la voglia di farci conoscere da tutti, anche da un pubblico un po’ distante da noi e dalle nostre idee.

In passato abbiamo avuto un sito internet che aveva raggiunto in pochi anni i quattro milioni e mezzo di accessi, un successo inaspettato come pure quello del nostro periodico Il Movimento, che, nonostante il carovita ed i costi sempre più elevati di stampa e di spedizione, ha superato con disinvoltura i dieci anni di vita.

Scriveteci! E’ questo l’invito che faccio a tutti, collaborate alla crescita ed al successo del nostro blog, pubblicheremo tutto quanto potrà arricchirci, siate anche critici nei nostri confronti, ma sappiate che saremo pure pronti ad eliminare quanto di diffamatorio o di offensivo nei confronti degli altri dovesse pervenirci. Non è nostra abitudine censurare ma pretendere un linguaggio moderato questo sì, le critiche si possono fare anche con il dovuto garbo, senza offendere nessuno.

Grazie a tutti e buon lavoro.

Lorenzo Lorusso