sabato 20 agosto 2016

La vera morale dei difensori d’ufficio

Risultati immagini per gradi comandante generale guardia di finanza

Recentemente il giornale “la Repubblica” ha pubblicato fatti riguardanti l’attuale Comandante Generale della Guardia di Finanza e suoi familiari coinvolti in episodi al vaglio della A.G. sottolineando come lo stesso "Generale Supremo" avesse avuto in passato comportamenti tali da suscitare l’attenzione della magistratura senza pervenire ad alcun specifico addebito con relative conseguenze (qui)

Il movimento democratico dei finanzieri si era limitato a riportare tali notizie senza esprimere giudizi di merito ma certamente col fine di porre l’attenzione sulla necessità di certe trasparenze comportamentali.

Ed ecco subito apparire all’orizzonte difensori di ufficio da parte specialmente di ex ufficiali del Corpo accusandoci di voler gettare fango e sostenendo tesi che l’attuale Comandante Generale sarebbe il meno peggio.

Ci vuole un bel coraggio a sostenere queste accuse nei confronti di un movimento democratico e dichiarare tesi piuttosto bizzarre.

Noi non vogliamo gettare fango ne tanto meno accusare qualcuno ma ci siamo limitati a riportare fatti di cronaca.

Dobbiamo però sottolineare che se ci sono voci su certi personaggi o su fatti passati o presenti ,questi devono essere chiariti definitivamente senza se senza ma perché lasciare ombre di sospetta cosa peggiore che possa essere avallata dal silenzio.

Noi finanzieri democratici siamo sensibili, forse oltre modo, alla trasparenza, alla correttezza della istituzione “G.di F.” e dei suoi componenti qualsiasi grado o funzione esercitino.

La sua storia, però, attraverso i suoi uomini e le sue direttive non è sempre legata a questi valori.

Cominciamo con il dire che questo Corpo militare di polizia fiscale proviene affonda le sue radici nelle antiche Truppe Leggere di confine dell’800 istituite dagli allori regnanti sabaudi a difesa dei confini ai fini fiscali.

Non era un corpo militare e solo all’inizio del 900, con un parlamento monarchico che non brillava per democrazia e con un ristretto numero di voti fu inserito nelle istituzioni militari ma già con una anomalia:dipendeva direttamente dal Ministro delle Finanze.

Eravamo alla fine dell’800 e la nobiltà faceva parte dell’élite militare e la nascente borghesia aspirava ad inserirsi fra gli N.H..

Avere una sciarpa azzurra, una sciabola era di quanto più si potesse aspirare ai quei tempi e le gerarchie dell’allora G.di F. fecero di tutto per assecondare tali aspirazioni.

Parteciparono così a pieno titolo alla 1^ guerra mondiale per l’unificazione del territorio nazionale con quello spirito patriottico che i tempi richiedevano.

I fascismo con la militarizzazione della società ebbe facilità nel radicalizzare il carattere militare e repressivo del corpo anche attraverso leggi speciali.

Nel 1940, all’atto dell’entrate in guerra del 2° conflitto mondiale si ritiene che la G.di F. attraverso i suoi vertici ebbe la grave responsabilità di assecondare il potere fascista, rendendosi complice delle conseguenze di una scelta scellerata quanto inutile e disastrosa nel non sollevare perplessità su un conflitto disastroso.

Del resto già negli anni delle leggi razziali aveva dimostrato il suo servilismo al potere costituito dando pieno appoggio sia di pensiero che di azione a quegli infami provvedimenti contro il popolo italiano che aveva la sola colpa di aver scelto la religione ebraica.

Attraverso il suo giornale “Il Finanziere” ebbe la sfacciataggine di affermare che il Corpo era costituito da solo ariani non avendo rilevato nelle sue file ebrei.

Alla luce di questi eventi esaltare le sue virtù militari è assolutamente fuori luogo.

Non ho mai sentito un giudizio negativo sul suo passato ma si è continuato ad esaltare il 2° conflitto mondiale specialmente nelle campagne militari di aggressione alla Jugoslavia che vide il Corpo in prima linea.

Noi non abbiamo nulla da rimproverare ai quei poveri finanzieri mandati allo sbaraglio, privi di mezzi militari adeguati, privi di vere motivazioni morali che giustificassero la loro presenza di occupatori.

Noi siamo contro i centri di potere del Comando Generale, avversi a quegli ufficiali che per guadagnare un grado o una decorazione sacrificarono inutilmente vite umane in un conflitto che ci vedeva sin dall’inizio perdenti perché succubi del potere militare tedesco .I veri eroi finanzieri della Resistenza non sono mai citati nelle ricorrenze ufficiali o al mattino all’alza bandiera nell’Accademia o negli altri istituti del Corpo.

Si fa solo cenno alla liberazione di Milano con la partecipazione di reparti della G.di F. quando ormai il conflitto era ai termini.

La vera morale del Corpo dovrebbe nascere dal riconoscimento dei valori della resistenza della libertà individuale e di pensiero, dalla necessità di liberarsi da divise e stellette perché i suoi compiti sono ben altro che aver fatto la guerra o prepararsi ad un futuro conflitto che ci auguriamo non avvenga mai.

Se poi esaminiamo la storia dell’aspetto morale siamo allora spettatori di episodi di corruzione a qualsiasi livello ma cosa più grave è quando sono coinvolti i vertici.

Ed allora prima di accusarci di gettare fango,noi invitiamo i presunti difensori di ufficio e quanti hanno a cuore le sorti di questa istituzione a fare un vero esame di coscienze a valutare profondamente se i mutamenti in atto della società, dei suoi valori civili, non debba portare alla conclusione che meno istituzioni militari abbiamo meglio avremmo un riscatto morale di questa società fatta di giovani che guardano al futuro con preoccupazione.

Purtroppo il quadro che ci si presenta non è rassicurante.

Basta pensare al recente provvedimento che vuole un corpo di polizia civile quale la Forestale, essere assorbito in una istituzione militare quale comunemente denominata “Benemerita” e sulla quale sarebbe il caso di iniziare anche lì un profondo esame critico.


Dott.Carmine Buffone

Ex cap.O.A.della G.di F.congedatosi per amore del libero pensiero

Ex vice direttore dogane

Ex funzionario direttivo delle II.DD.

domenica 10 luglio 2016

Dal profilo facebook dei "Finanzieri democratici"

(g.t.) Alcuni link e commenti tratti dal profilo facebook del  Movimento dei Finanzieri democratici, Redazione Movimento:


1) Dal sito trevisotoday.it:
Questo il commento di Redazione Movimento:
«E' giunta l'ora di riformare seriamente questo Corpo, dotandolo di un sindacato e di un organismo di controllo anti corruzione».


2) da youtube, le immagini della manifestazione dei sindacati di Polizia tenutasi il 5 luglio scorso a Roma, contro la soppressione del Corpo Forestale dello Stato e la sua militarizzazione: 

Ufficiali dei gradi apicali: padri, figli e nepotismo?


Risultati immagini per ufficiali guardia di finanza

È molto frequente che, nella Guardia di Finanza, figli di ufficiali, specialmente se di alto grado (parlo dei padri, ovviamente) diventino ufficiali a loro volta, certamente, non ne abbiamo alcun dubbio, per merito esclusivo dei figli stessi. Questa vera e propria tradizione di “allevamento in casa” mi fa ricordare, a volte, qualche episodio originale. Era l’inizio degli anni Settanta (tempi ormai “storici” dunque) e alla sede di Napoli si combatteva la più intensa guerra che si ricordi tra Fiamme Gialle e contrabbandieri sul fronte degli sbarchi di sigarette estere. I contrabbandieri avevano organizzato una flottiglia di oltre cento motoscafi d’altura, velocissimi, con i quali ogni sera trasbordavano, dalle navi madri ferme ai limiti delle acque territoriali, migliaia di casse di tabacchi lavorati esteri in evasione alla legge sui monopoli. Quando scendeva il buio, le cinque o sei "Giulie AR" da inseguimento di cui disponeva la Sezione Mobile Legionale iniziavano la caccia alle centinaia di auto contrabbandiere cariche di casse illegali, con scorribande mozzafiato per i vicoli della città. La mattina successiva, alle sette precise, lo scrivente, che comandava il drappello indagini di quella sezione mobile (cinque o sei sottufficiali in tutto) trovava sul tavolo anche quindici-venti verbali da sviluppare e trasmettere al tribunale. L’arretrato era spaventoso, anche se non preoccupava affatto i superiori in grado, e richiedeva un lavoro intenso che, dalle sette di mattina, si concludeva quasi senza interruzione, non prima delle nove-dieci di sera; senza alcuno straordinario ovviamente. Potrà parere strano oggi, ma allora si lavorava esclusivamente per senso del dovere, del resto mai veramente apprezzato dai superiori. E pazienza!Comandava, allora, la Legione un colonnello, uno dei tanti, il quale aveva un figlio studente che spesso veniva a trovarlo. Il giovane virgulto aveva una forte attrazione per l’attività anticontrabbando svolta dalla Sezione Mobile, per cui chiedeva al padre di salire sulle vetture da inseguimento e di partecipare alla caccia notturna delle sigarette estere sopra descritta, ed il padre glielo consentiva. A questo punto forse qualcuno si sbalordirà: possibile? La cosa era, ed è, vietatissima! Eppure, era così; del resto, non era proprio a Napoli che Eduardo De Filippo scrisse il famoso verso di commedia: «I figli so' piezz 'e core»? Accadeva, così, che il comandante del drappello mobile, un bravo tenente poco dopo congedatosi per assumere un incarico direttivo in un ministero di Roma, era costretto a portare con sé a spasso il ragazzo, rinunciando sostanzialmenteall’inseguimento dei contrabbandieri, che poteva solo coordinare via radio, per non mettere a rischio, ovviamente, l’incolumità del figlio del comandante, che si entusiasmava a quel gioco. Sono cose accadute, anche se nessuno, fin qui, le ha mai dette. Pare, almeno così qualcuno mi dice, che quel giovane è anche lui diventato ufficiale, ma di più non so dire in proposito, e penso che tutto sommato sia meglio così. 

Vincenzo Cerceo

domenica 3 luglio 2016

Guardia di Finanza: il caso del maresciallo Pilo, trasferito per aver fatto il proprio dovere


 
 
Non ho timore alcuno nell'apporre la mia firma a questo commento, perché, come ho sempre fatto quando ero in servizio, anche ora che sono in congedo preferisco parlare chiaro ed in faccia (cioè non alle spalle) e senza i cosiddetti timori reverenziali.
 
Sono venuto casualmente a conoscenza della vicenda del Maresciallo Dimitri Pilo (vedi qui, altro post tratto da questo blog, ndr), non è un iscritto alla nostra associazione così come non lo è mai stato il Generale Umberto Rapetto, entrambi, anche se con gradi diversi, sono delle persone di rara intelligenza, integerrime, oneste, corrette e con spiccato senso del dovere. C’è una similitudine tra i due casi, Rapetto scoprì una maxitruffa che sottraeva allo Stato svariati milioni di euro tramite i cosiddetti videopoker. Pilo, invece, ha scoperto del pericolosissimo e cancerogeno amianto nei pressi di una scuola materna frequentata - come è ovvio che sia - da bambini in tenera età. Per il Maresciallo, così come accadde con il Generale fuori dal coro, non ci sono stati i riconoscimenti che, solitamente, vengono tributati nell'ambito della festa del Corpo a coloro che, invece, hanno partecipato ad operazioni di servizio programmate e sovente di minore importanza. Ci sono stati, invece, dei "disguidi" e delle interpretazioni che hanno fatto apparire il Sottufficiale come una sorta di ribelle, di mina vagante. Improvvisamente - ma qualche alto ufficiale del Corpo potrebbe dire che si è trattato di una coincidenza - tutte le porte si sono chiuse per il Maresciallo Pilo, sono iniziati dei procedimenti nei suoi confronti conclusi con un nulla di fatto, evidentemente solo di lesa maestà si era trattato. Ma ora, come se ciò non bastasse, Pilo è stato trasferito d'autorità in una sede disagiata e lontana dai suoi più cari affetti, senza che vi sia una logica, senza che vi sia una motivazione accettabile. Quella ufficiale è fin troppo stata utilizzata a sproposito - specialmente in passato - nell'ambito del Corpo: "incompatibilità ambientale". Già, anziché trasferire chi ha sbagliato nel valutare il Maresciallo Pilo si preferisce trasferire chi aveva ragione ed aveva visto giusto. In perfetta linea con la coerenza italiana e degli apparati militari.
 
Io mi sono indignato, però mi chiedo se qualcuno al vertice della Guardia di Finanza ha provato, sia pure per un attimo, l'emozione della vergogna. Se la legittima denuncia di Pilo provoca una incompatibilità ambientale, cosa dovremmo dire, allora, del comandante generale che ha un fratello imputato in un importante processo, con indagini condotte dalla Guardia di Finanza?
 
Lorenzo Lorusso – presidente naz. Finanzieri Democratici

mercoledì 29 giugno 2016

Nuovi elicotteri per la GdF e spending review

 Risultati immagini per elicotteri guardia di finanza


(g.t.) Dal sito helipress.it, riportiamo la notizia dell'acquisto da parte della Guardia di Finanza di 6 nuovi elicotteri, qui.

Di seguito il commento pubblicato sul profilo facebook del Movimento dei finanzieri democratici, Redazione Movimento:  


«Altro che spending review, qui continuano gli sprechi!

Avete mai visto una polizia economico-finanziaria - di altro paese europeo - fare la lotta all'evasione fiscale con gli elicotteri militari iper equipaggiati? ».