lunedì 26 settembre 2016

L'ordinario militare alla festa di san Matteo: "l'uomo di legge deve per primo rispettare la legalità"

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Rivolgendosi ai finanzieri nel corso dell'omelia tenuta in occasione della messa per la ricorrenza di san Matteo - patrono della Guardia di Finanza -, l'ordinario militare, mons. Santo Marcianò, ha detto:

«Il vostro è servizio alla gente comune, ai cittadini che da voi si sentono protetti; e se l'invito alla legalità è rivolto a costoro, prima di tutto riguarda l'uomo di legge. Per servire veramente gli altri, bisogna essere al loro livello; bisogna che ci sentiamo cittadini per servire i cittadini, che ci sentiamo popolo per servire il popolo. Questo significa anche seguire le leggi, che hanno un grande valore pedagogico: essere uomini di legge significa testimoniarlo ogni giorno, nel servizio pubblico come nella vita personale e familiare»

Qui  da agensir.it 

lunedì 19 settembre 2016

Guardia di Finanza: il generale Mango indagato dalla Procura di Napoli

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(g.t.) Gli organi d'informazione hanno dato nei giorni scorsi la notizia che il generale di corpo d'armata della Guardia di Finanza, Giuseppe Mango, risulterebbe indagato dalla Procura della Repubblica di Napoli per il reato di rivelazione di segreto d'ufficio. L'alto ufficiale, secondo quanto riporta il sito del Corriere della Sera, «avrebbe rivelato ad un avvocato suo amico l’esistenza di un’indagine su una presunta attività di riciclaggio in cui sono coinvolti imprenditori e commercialisti» (qui, per leggere l'articolo di Fiorenza Sarzanini dal sito Corriere.it). Il generale Mango, che verrà interrogato nel corso della settimana,  è attualmente comandante interregionale per l'Italia Nord-orientale. 

giovedì 15 settembre 2016

Guardia di Finanza: richiamo a quali tradizioni? É l'ora dei distinguo

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(Prima pagina de "Il Resto del Carlino" del 7 aprile 1941)

Il Museo Storico della Guardia di Finanza, sede dei cimeli e dei valori tradizionali del Corpo, su nostra richiesta ha fatto pervenire copie di alcuni numeri del “Il Finanziere”, pubblicazione ufficiale della Guardia di Finanza gestita e diretta da ufficiali del Corpo sotto la supervisione del suo Comando Generale.

Fra i numeri pervenuti spicca il nr. 6 del 4/2/1939 che alla pagina 4 riporta due articoli che hanno attirato la nostra attenzione per il loro contenuto.

Iniziamo con l’articolo dal titolo:

ANCORA CENTO GIORNI!...La tradizionale festa militare della Nostra Accademia”

Si tratta di una esibizione di saggio ginnico apparentemente più spettacolare che di vero valore sportivo e militare fatto più di scenografia e di musiche militari.

Gli allievi sfilano in parata accompagnati da musiche di marce militari suonate dalla banda del Corpo. Seguono poi prove di salto mortale alla cavalletta, finti scontri di judo di difesa, lanci nel vuoto da torri, discese in corda doppia su pareti. Nel 1939 si svolgevano pertanto queste esercitazioni che a detta dell’articolista anonimo avevano lo scopo di “sottolineare il significato guerriero degli allievi“ che dovevano dar “prova di rara maestria e scioltezza di movimenti accompagnati ad una vigoria ed una disciplina veramente entusiasmanti”.

All’epoca poi si usavano esibire ”scariche di Moschetti quasi a sottolineare il significato guerriero” ed a noi piace aggiungere secondo il dettame fascista di “libro e moschetto”, novello indirizzo culturale del Duce che voleva forgiare il popolo italiano come tutti guerrieri fieri, figuriamoci i militari di carriera.

L’articolo poi retoricamente sottolinea che alla sfilata partecipava “la Bandiera che l’Accademia conserva con geloso senso di orgoglio sempre ricordando che Essa le venne consegnata di Sua mano dal Duce, fondatore dell’Impero”:

Il cronista dell’epoca si sofferma sui “Volti di quei cento giovani “che avevano “tutti la sagoma quadrata e vigorosa del tempo di Mussolini”.

L’articolo termina col riportare la conclusione della giornata con ballo ed anche in quella occasione “gli allievi hanno dimostrato di sapersi distinguere anche nel ballo oltre che nello studio e nello sport”.

Che dire o aggiungere a tanta cronaca retorica, a tanto servilismo delle gerarchie militari nei confronti del Fascismo?

La stessa procedura, la stessa retorica nei discorsi è continuata nel tempo. Cambia qualche dettaglio. Gli allievi non cantano più l’Inno dei ”Gufini”, le marce non sono più a passo romano, le musiche della banda suonano ritmi diversi ma sempre militareschi, non si sparano più colpi di moschetto, perché ora ci sono esibizioni più spettacolari con interventi di elicotteri e così via. Tutto però è improntato al richiamo di antichi valori alla tradizione militare, ed allora ci chiediamo: a quali tradizioni? E inoltre: sono incluse anche quelle del 1939?


Del resto le tradizioni militaresche richiamate nelle varie occasioni vanno in modo particolare alla guerra 1940-1943, alle operazioni in Jugoslavia, dove il Corpo operò attivamente in quella guerra fascista di aggressione voluta dal Duce e per nulla contestata o sconsigliata dai vertici militari, dal Comando Generale della Guardia di Finanza, consapevoli della impreparazione militare del paese ma tutti attratti dal miraggio di una facile vittoria, dal miraggio delle loro carriere senza per nulla valutare il sacrificio umano di tanti finanzieri mandati allo sbaraglio perché privi di vere motivazioni morali, civili e militari per non parlare dell’equipaggiamento di guerra.

Nel 1939 gli allievi di allora avevano il profilo dei loro volti con la sagoma quadrata del Duce ed ora secondo tradizione saremmo curiosi di sapere quale sagoma quadrata hanno acquisito nel tempo.

Forse quella dello scomparso on. Aldo Moro, allora presidente del consiglio, quando nel 1967 assistette alla ripetizione del saggio "Mak p 100" in suo onore, senza ragione se non per puro servilismo all’allora potere democristiano o quello più recente di un novello ducetto quale quello dell'attuale presidente del consiglio Matteo Renzi?

La storia nel bene o nel male è un continuo ripetersi e la storia dell’Accademia non può certo sottrarsi a questo ciclo.

Ma veniamo alla seconda parte della pagina 4 del Finanziere del 4/2/1939.

Se fino ad ora abbiamo potuto affrontare il precedente articolo anche con un po’di ironia, quello che abbiamo letto successivamente è di una scandalosa, inaccettabile argomentazione che emerge e che sottolinea ancora di più il servilismo militare al potere di turno.

Il criminale articolo che citiamo ha il titolo:
LE FIAMME GIALLE SONO TUTTE ARIANE”

Ed ancora più grave il sottotitolo in caratteri più risaltanti:
I GIUDEI PREFERISCONO FARE I CONTRABBANDIERI”

Il testo dell’articolo in effetti per la sua gran parte si limita e si sofferma nell’esposizione delle disposizioni di legge relative al collocamento in congedo assoluto ed al trattamento di quiescenza del personale militare delle Forze Armate dello Stato di razza ebraica, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6/2/1939secondo il R.D.L..

L’articolo sottolinea come le disposizioni fossero estese al personale militare anche della G. di F. di qualsiasi grado, e si gloria di aver riprodotto le disposizioni “di questo importante decreto per la difesa della razza“ e conclude sottolineando: “che dobbiamo aggiungere che non ci risulta vi sia fra i finanzieri in servizio attivo alcun appartenente alla razza ebraica”.

Orbene, se possiamo giustificare, dati i tempi e la natura del giornale, il fatto che sia stato riportato il testo di un odioso e scellerato R.D.L. sulla razza, quello che troviamo scandaloso e inaccettabile sono sia il titolo e sottotitolo dell’articolo sia la sua conclusione. Vorrei che fosse spiegato, e non solo a me, come nascono il titolo e il sottotitolo dal momento che nell’articolo non viene citato alcun episodio di contrabbando che avesse visto la presenza di ebrei. Sappiamo per certo che negli anni passati, a quei tempi, il contrabbando veniva principalmente operato nelle zone di confine alpino ed elvetico. I contrabbandieri, i così detti "spalloni", erano abitanti di quelle valli di confine dove la presenza ebraica era rarissima e pertanto l’accostamento non ha ragion d’essere. Dichiarare arbitrariamente che i "giudei", termine usato in senso dispregiativo, avessero preferito fare contrabbando è una dichiarazione di razzismo estremo che si aggiunge all’infamia delle disposizioni di legge sulla difesa della razza così detta ariana. Sottolineare poi che: “Le Fiamme Gialle sono tutte Ariane” è una affermazione di servilismo verso il fascismo che con le leggi razziali voleva ancora una volta sottolineare la vicinanza del regime al Nazismo ed alle sue folli ideologie.

A questo punto ci piacerebbe sapere ed approfondire quali disposizioni e circolari interne furono emanate in attuazioni delle leggi razziali, quali risultati di servizio furono ottenuti in questa materia, ed ancora di più come operò la G.di F. che aderì alla Repubblica Sociale di Salò.

Vorremmo sapere il nome, cognome e grado di questo prode guerriero dalle alte virtù militari scrivano del Comando Generale che scrisse l’infamante articolo, vorremmo sapere la sua carriera come pure quella degli ufficiali che aderirono pienamente a questa follia. 

Siamo certi che abbiano continuato serenamente le loro carriere riciclandosi tempestivamente ai nuovi tempi che sopraggiunsero alla disfatta morale e militare del nostro paese con la sconfitta. Del resto abbiamo avuto esempi recenti di questi camaleonti del carrierismo. Ci piace ricordare lo scandalo della P2, dove emersero dagli elenchi i nomi di vari ufficiali del Corpo di alto grado e per questi non ci sono state epurazioni né provvedimenti di altra natura ed hanno continuato, secondo tradizione, le loro carriere.

Ci chiediamo: nelle manifestazioni pubbliche, o in quelle interne, il Comando Generale ha mai fatto un mea culpa su questo tragico evento, si è mai assunto la sua parte di responsabilità? Si fanno sempre retorici discorsi, continui richiami alle tradizioni, ai valori del passato e del presente senza distinzioni, al senso del dovere e dell’ubbidienza senza distinguo, ma sull'antisemitismo, la discriminazione della razza ebraica, l’esaltazione della razza ariana, si è mai detto qualcosa di definitivo? Se ciò non fosse avvenuto, sarebbe troppo facile e comodo far finta di niente e sorvolare sul proprio infame passato. Perché ci sono i valori della tradizione che devono e sono intoccabili, o no?...

Dott. Carmine Buffone
ex cap.O.A.della G.di F., congedatosi a domanda per amore dei valori costituzionali.

mercoledì 14 settembre 2016

All'Italia il record europeo di evasione Iva e (forse) quello del numero dei generali della Guardia di Finanza o corpi similari

(g.t.) Dal profilo facebook Redazione Movimento:

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All’Italia il record europeo di evasione Iva - La Stampa


Evidentemente qualcosa non funziona nell'apparato fiscale italiano, è mai possibile che l'Agenzia delle Entrate ed i ben 104 generali della Guardia di Finanza non sappiano controllare questo fenomeno?

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Guardia di Finanza: esclusa dal concorso perché incinta

Dal sito grnet.it, la notizia:

Esclusa dal concorso in Finanza perché incinta. Giovane soldatessa ricorre al TAR.

Questo il commento apparso sul profilo facebook di Alberto Rossi:

«Guardia di Finanza, anche lo stato di gravidanza diventa un problema. C'era proprio bisogno di una ulteriore visita medica? Il fatto che l'aspirante finanziera facesse parte dell'esercito non ha rappresentato un motivo di garanzia dal punto di vista della buona salute? Oppure le arruolate nella Guardia di finanza devono essere delle Rambo, fisicamente diverse dalle donne che lavorano negli altri Corpi di polizia?»